Un migliaio di manifestanti antigovernativi thailandesi è riuscito a penetrare nel complesso del quartier generale dell’esercito a Bangkok. Lo ha riferito su Twitter una reporter del quotidiano “Bangkok Post” presente sul posto, specificando che i dimostranti non sono entrati nell’edificio. Altre proteste sono al momento in corso in due punti del centro della capitale, tra cui all’esterno della sede del partito di governo Puea Thai.
È di almeno quattro morti e 58 feriti il bilancio della battaglia. La situazione nell’area di Ramkhamhaeng sembra ora ritornata alla calma, anche perché i «rossi» hanno deciso di concludere il loro raduno al vicino stadio Rajamangala, che sabato aveva attirato oltre 50 mila persone.
Nel frattempo, nell’area più antica della capitale, i manifestanti anti-governativi si stanno preparando ad accerchiare una decina di palazzi del potere – tra cui la sede del governo – la cui «presa» è stata annunciata durante le proteste.
Quando in Italia erano passate da poco le 6 del mattino, i manifestanti antigovernativi thailandesi hanno fatto irruzione nel compound del club sportivo della polizia dove si trovata il primo ministro Yingluck Shinawatra. La premier è stata subito scortata dalle forze dell’ordine in un luogo segreto. In un’altra area di Bangkok la polizia ha sparato per tre volte gas lacrimogeni verso i manifestanti vicino al palazzo del Governo, dove si trova l’ufficio di Shinawatra.
Dopo poco è arrivata la risposta dei dimostranti anti-governativi: la polizia ha fatto sapere che hanno preso il controllo dell’emittente Thai Pbs. La notizia è stata confermata dallo stesso canale pubblico thailandese.