Leggendo, documentandosi, sfogliando la mazzetta dei giornali quotidianamente, capita ogni tanto di pensare: questo articolo avremmo voluto/dovuto scriverlo noi di Cronache Laiche. È stato pubblicato il 23 ottobre sul Fatto Quotidiano. Senza firma. Anche questa è classe. CL
Luglio scorso, periferia di Milano, strada buia. L’auto va veloce e uccide Beatrice Papetti, 16 anni. L’investitore si costituisce, è disperato, dice che non ha visto niente, ha un figlio coetaneo di Beatrice. Pochi giorni dopo viene scarcerato. Titolo del Corriere della Sera: “Il giudice scarcera il pirata – Beatrice uccisa due volte”. Il “pirata” è colpevole di chiamarsi El Habib Gabardi, ha 39 anni, è imperdonabilmente marocchino. Tre giorni fa, periferia di Milano, strada buia. L’auto veloce uccide una donna incinta, Magda Niazy Sehsah, 28 anni, e suo figlio Roumando, detto Yassè, 4 anni. Il “pirata” non è “pirata” perché è italiano: Roberto Luciano, 28 anni, “asso del basket”, non ha visto niente ed è disperato. Titolo del Corriere, in prima pagina: “Lo strazio senza fine di quel conducente”. La sublime penna di Isabella Bossi Fedrigotti ci spiega che anche lui è vittima, di una “micidiale fatalità”. Questo, direbbe Magritte, non è razzismo.
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