Cresce la tensione a Istanbul: censurati Twitter e Facebook
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Cresce la tensione a Istanbul: censurati Twitter e Facebook

I giovani tornano in piazza a Istanbul, Ankara e Smirne. Duri gli scontri con la polizia. La Rete è stata oscurata.

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10 Settembre 2013 - 21.20


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Momenti di alta tensione si sono registrati a Istanbul, dove nel pomeriggio centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’uccisione di un giovane di 22 anni, avvenuta stamani ad Antakya nel sud-est della Turchia.

Secondo i media turchi, decine di agenti sono intervenuti, sparando lacrimogeni e usando cannoni ad acqua, per impedire ai dimostranti di accedere a piazza Taksim. La manifestazione è stata organizzata sull’onda emotiva della morte di Ahmet Atakan, colpito da una bomboletta di lacrimogeno, durante una manifestazione antigovernativa.

A tre mesi dalle grandi rivolte di Gezi Park, che hanno spinto due milioni di giovani in piazza contro il premier Recep Tayyip Erdogan, si riaccende in Turchia la protesta. L’uccisione di Ahmet Atakan ha innescato immediati appelli sulle reti sociali per manifestazioni di protesta a Istanbul, Ankara, Smirne e in altre città contro la violenza della polizia. Nella metropoli del Bosforo i dimostranti hanno cercato di raggiungere Piazza Taksim. Ci sono stati scontri con la polizia, che ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua.

Da una settimana la tensione ha ripreso a salire, in particolare ad Ankara attorno alla Università Tecnica del Medio Oriente (Odtu). Gli studenti hanno innalzato barricate contro un progetto di autostrada che distruggerà 3mila alberi nel campus. Duri gli scontri con la polizia.

Per Erdogan l’autunno si preannuncia caldo, a pochi mesi dalle comunali e dalle presidenziali. Intanto si fanno incandescenti altri due fronti. Quello siriano, che vede Erdogan premere per un intervento militare internazionale contro l’ex amico Bashar al Assad che vedrebbe la Turchia in prima linea (ma il 72% dei turchi e’ contrario), e quello del Kurdistan: il processo di pace avviato con i ribelli curdi e’ ad alto rischio dopo lo stop al ritiro verso il Nord Iraq dei combattenti del Pkk, che accusa Erdogan di violare gli accordi.

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