È ancora drammatica la situazione in Egitto: manifestazioni e scontri tra oppositori e sostenitori del presidente Mohammed Morsi si sono verificate in molte città, alla vigilia del 30 giugno, primo anniversario di presidenza. Diverse sono le vittime.
La situazione è particolarmente tesa e critica ad Alessandria, dove tre persone sono morte e oltre 140 sono rimaste ferite: una delle vittime è un insegnante americano, morto per una coltellata al petto. Si chiamava di Andrew Victor, 21 anni, e lavorava per il Centro culturale Usa nella città egiziana: in quel momento stava facendo delle riprese video.
Gli Usa hanno già lancito l’allarme chiedendo ai loro cittadini di evitare di andare in Egitto. Il Dipartimento di Stato ha autorizzato tutto il personale diplomatico non essenziale a lasciare il paese, almeno sino a quando la situazione in Egitto non migliorerà.
Nel quartiere di Sidi Gaber la sede dei Fratelli musulmani è stata data alle fiamme. Un morto e un numero imprecisato di feriti anche in una piazza centrale di Port Said, durante una manifestazione anti-Morsi: secondo fonti locali è stato fatto esplodere un ordigno, secondo il ministero dell’Interno a scoppiare è stata una bombola di gas.
L’opposizione laica e secolarista ha organizzato per domenica, primo anniversario dell’insediamento delpresidente, una manifestazione con l’intento di reclamare elezioni anticipate e costringere il presidente a dimettersi. La situazione è diventata talmente grave che persino l’autorevole Università di al-Azhar, forse il più importante centro d’insegnamento religioso dell’Islam sunnita, ha messo da parte la tradizionale distanza dalla politica per incitare alla calma l’intera popolazione.
“È necessaria la massima vigilanza onde garantire che noi non si scivoli nella guerra civile”, ha avvertito l’istituzione in un comunicato, rilanciato dai principali mass media.