Caldo infernale e mancanza d’acqua: è emergenza per i profughi siriani
Top

Caldo infernale e mancanza d’acqua: è emergenza per i profughi siriani

Le alte temperature, la mancanza d’acqua e le precarie condizioni dei campi profughi mettono a rischio la vita dei bambini fuggiti dalla guerra. L'appello dell’Unicef.

Caldo infernale e mancanza d’acqua: è emergenza per i profughi siriani
Preroll

Desk2 Modifica articolo

21 Giugno 2013 - 18.11


ATF

Sempre più grave l’emergenza per chi scappa dalla guerra in Siria. L’impennata delle temperature estive, il sovraffollamento e il peggioramento delle condizioni igieniche s’accaniscono su4 milioni di bambini colpiti dal conflitto. A lanciare l’allarme è l’Unicef.

“Senza acqua potabile e servizi igienico-sanitari sufficienti, le probabilità che i bambini in Siria e quelli rifugiati in tutta la regione si ammalino di diarrea e di altre malattie sono destinate a crescere – avverte Maria Calivis, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e Nord Africa – in Siria, la disponibilità di acqua sicura è di un terzo rispetto a prima della crisi.

Degli oltre 4,25 milioni di sfollati siriani, molti vivono in rifugi sovraffollati con scarso accesso a servizi igienici e docce”. L’Unicef ha intensificato l’impegno per fornire acqua e servizi igienico-sanitari, raggiungendo dall’inizio dell’anno quasi 9
milioni di persone.

“Le famiglie – prosegue Calivis – spesso condividono piccoli appartamenti o vivono in insediamenti improvvisati che non hanno accesso ad acqua potabile, servizi igienici di base e raccolta dei rifiuti. Le donne e i bambini spesso – aggiunge – devono percorrere lunghe distanze per raccogliere l’acqua, che in molti casi non pu essere bevuta. L’ampliarsi del conflitto attiva movimenti di popolazione sempre maggiori”.

Leggi anche:  Offensiva congiunta Usa-Israele: attacco “preventivo” contro l’Iran

Secondo l’Unicef la mancanza di fondi resta ancora un problema. “Fornire acqua e servizi igienico-sanitari alle persone colpite da questa crisi è l’intervento pi costoso – conclude Calivis – ma anche uno dei meno finanziati”. L’Unicef bisogno di più di 200 milioni di dollari per sostenere i programmi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari in Siria, Libano, Giordania e Iraq fino alla fine dell’anno. Per raggiungere questi obiettivi sono necessari ancora 124 milioni di dollari.

Native

Articoli correlati