Erano al lavoro in un quartiere nord di Damasco, quando un gruppo armato si è avvicinato al gruppo dei quattro dipendenti della Tv governativa siriana Al-Ikhbariya, sequestrandoli. A confermare il rapimento avvenuto ieri è il direttore dell’emittente Imad Sarah, dopo che l’osservatorio siriano per i diritti umani aveva dato la notizia del sequestro di tre gionralisti, che stavano lavorando al seguito delle truppe lealiste.
Non è ancora chiaro quanti siano i giornalisti tra quelli rapiti, ma l’agenzia di stampa ufficiale Sana ha riportato le dichiarazioni del direttore di Al-Ikhbariya, che ha riferito che i quattro erano al lavoro nella zona di al-Tall, a nord della capitale.
E intanto si continua a combattere nel nord del Paese, dove si sono registrati violentissimi scontri, soprattutto nella città di Aleppo. I combattimenti tra le forze governative e i ribelli continuano a produrre morti e distruzione. L’agenzia di stampa Sana ha riferito di un Rpg lanciato da un “gruppo armato” contro la zona di Bawabet al-Qassab, ad Aleppo. L’arcivescovado armeno-odosso, riferisce la fonte, è stato daneggiato.
E secondo quanto riferiscono i media filo governativi, le truppe lealiste fedeli a Bashar al-Assad, stanno svolgendo altre operazioni contro i “gruppi armati” in diversi distretti della città a nord del Paese, sostenendo che il distretto di al-Mashad sia stato “ripulito dalla presenza di mercenari terroristi”.
Gli scontri continuano anche nella capitale Damasco.
[url”[GotoHome_Torna alla home]”]http://www.globalist.it/[/url]