Dopo quasi cinque mesi di prigione, il mondo del rock scende in campo in massa per difendere le Pussy Riot, la punk rock band russa, composta da tre ragazze, che si era esibita nella cattedrale di Cristo salvatore a Mosca. Performance che non era piaciuta alla Chiesa ortodossa, né tantomeno a Vladimir Putin, oggetto delle preghiere “sacrileghe” delle tre rocker, che chievedano alla Vergine Maria di rimuovere il presidente dal suo seggio.
“Il diritto al dissenso esiste in tutte le democrazie ed è sproporzionato che si rischino sette anni di galera per accuse assurde”, è quanto hanno scritto sul Times alcuni esponenti della scena mondiale del rock, tra i quali l’ex leader degli Who, Pete Townshend; Jarvis Cocke; Alex Kapranos dei Franz Ferdinand; John Marr, ex chitarrista degli Smiths e Neil Tennant dei Pet Shop Boys. Ma la storia non si ferma certo qui.
Da quel momento le tre ragazze di Mosca sono entrate nel mirino della magistratura e della polizia, che stando a quanto affermano alcune organizzazioni per i diritti umani, starebbe usando su di loro la mano pesante. Secondo l’avvocato di una di loro, Nikolai Polozov, Maria Alekhina è oggetto di maltrattamenti in carcere, tanto chela rocker si è sentita male già al terzo giorno di processo. “Dopo mezzanotte sono state trasferite nel centro di detenzione temporaneo e lì non hanno cenato né dormito, se non qualche ora”, ha dichiarato il legale.
A Londra il premier David Cameron ha colto l’occasione di parlare con Putin della situazione delle tre ragazze. Anche perché oltre alla situazione particolarmente grave nella quale si trovano le Pussy Riot, “spinte all’esaurimento” – secondo quanto ha denunciato Stanislav Samutsevich, il padre di Yekaterina – dopo il loro arresto la polizia russa se l’è presa anche con il blogger dissidente Alexei Navalny, arrestato per non meglio precisati “crimini economici” e con il deputato di opposizione Gennady Gudkov per affari illeciti.
Ma la voce forte che le Pussy Riot adesso attendono è quella della pop star americana Madonna, che si esibirà a Mosca martedì prossimo, e che potrebbe pronunciare dal palco la sua solidarietà alle tre ragazze, così come hanno già fatto Sting, Anthony Kiedis, leader dei Red Hot Chili Peppers, e Eddie Vedder, ex voce dei Pearl Jam.
[url”[GotoHome_Torna alla home]”]http://www.globalist.it/[/url]