da Londra
Francesca MarrettaLa primavera araba aiuta indirettamente al-Qaeda. Lo dice il capo dell’Mi5 (servizio segreto interno) britannico, Jonathan Evans. Nel primo discorso pubblico dal 2010, tenuto il 25 giugno, Evans ha detto che grazie ai rivolgimenti in corso nel mondo arabo al-Qaeda trova terreno fertile per rafforzarsi. E’ in corso il «completamento di un ciclo» per al-Qaeda. Gli aderenti all’organizzazione fondata da Osama Bin Laden si sono spostati in Afghanistan negli anni ’90 e poi in Pakistan perché in fuga dai regimi di paesi come Egitto, Libia e Siria, ma ora vi fanno ritorno. L’attenzione dei servizi segreti britannici per le attività di al-Qaeda in Afghanistan e Pakistan assorbiva fino a un paio di anni fa il 75 per cento delle risorse destinate all’anti-terrorismo.
Oggi si presta più attenzione a quello che accade in Yemen, Somalia e in altre zone di Medio Oriente e Africa in cui si registra una recrudescenza delle attività di al-Qaeda che si allea con altre forze jihadiste locali. Secondo Evans sul lungo periodo la primavera araba avrà un effetto positivo sul risentimento che ha alimentato l’estremismo, ma sul breve periodo pone una minaccia seria. Per la Gran Bretagna in particolare, Evans segnala l’attività di almeno un centinaio di cittadini britannici partiti alla volta di paesi come Yemen, Somalia e più di recente anche Egitto, Siria e Libia, per unirsi alle rivolte con fini jihadisti. Una volta tornati nel Regno Unito proveranno a colpire.