Marò a rischio galera per i pescatori uccisi in India
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Marò a rischio galera per i pescatori uccisi in India

Crisi internazionale semi nascosta in Italia. Prima pagina per la Cnn. Due militari italiani interrogati in India. Spararono ai pirati e uccisero due pescatori.

Marò a rischio galera per i pescatori uccisi in India
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19 Febbraio 2012 - 11.53


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Caso internazionale. Un numero imprecisato di militari italiani a bordo della ‘Enrica Lexie’, la petroliera italiana coinvolta nell’uccisione, mercoledì, di due pescatori indiani, “sta per essere portato a terra” dalla polizia di Kochi, in India meridionale, sostiene l’Ansa attraverso fonti che seguono da vicino la vicenda. Un accordo sarebbe stato raggiunto fra polizia indiana e autorità diplomatiche italiane affinché due italiani scendano dalla nave per essere interrogati, sostiene la tv all news Ibn-Cnn.

Siamo agli ultimatum. Secondo l’emittente, polizia e console generale italiano a Mumbai, Giampaolo Cutillo sono saliti a bordo. Un primo ultimatum per le 8 (le 3,30 italiane) è per ora scaduto. L’accordo, su cui non esistono riscontri da fonti ufficiali, è stato rivelato dalla tv all news Times Now. A sostegno l’emittente ha riferito una dichiarazione del commissario della polizia di Kochi, Ajith Kumar, che ieri sera è stato sulla nave a colloquio con il capitano Umberto Vitelli e con il console Cutillo.

I Marò diventano “guardie”. “Le autorità italiane – ha detto Kumar – hanno dato il loro accordo alla consegna di due guardie della ‘Enrica Lexie’ alla polizia del Keralaper un interrogatorio dopo il colloquio telefonico fra i due ministri degli esteri S.M. Krishna e Giulio Terzi sull’incidente in cui sono morti i due pescatori indiani”. Secondo le fonti, in questo momento si discute su “quanti fucilieri della Marina debbano scendere a terra”, verosimilmente per essere interrogati. Quanti erano, chi ha sparato, che ha colpito?

Antipirateria semi segreta. In precedenza, a bordo della petroliera, si era svolto l’interrogatorio del capitano Umberto Vitelli. Un interrogatorio che le fonti hanno definito “sostanzialmente indolore”. Ieri, in una conversazione con il suo collega indiano, il ministro degli esteri Giulio Terzi aveva annunciato l’arrivo, oggi, di una delegazione di alti funzionari italiani degli esteri, della difesa e della giustizia “per approfondire i diversi aspetti del caso e avviare una concreta collaborazione con l’obiettivo di stabilire la verità”.

Il vizio dell’umma umma. Nella conversazione, Terzi aveva in particolare ribadito a Krishna che “alla luce dei principi di diritto internazionale generalmente accettati, il governo italiano ritiene che la giurisdizione sul caso compete alla Magistratura italiana”, dato che l’incidente si è verificato in acque internazionali. Queste le notizie Ansa sulla crisi in corso in India. Poi -se tutto si risolverà senza prove di forza ed arresti- la partita giudiziaria è destinata a spostarsi in Italia con prevedibili polemiche e segreti da svelare.

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