La sinistra araba e i silenzi sulla Siria
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La sinistra araba e i silenzi sulla Siria

La sinistra arava dovrebbe chiedersi quale salvezza dalle illegali e discriminatorie politiche israeliane possa venire dalla brutale politica siriana.

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4 Settembre 2011 - 16.03


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di Bassam Haddad

C’è un concreto fondamento logico alla base dell’opposizione al sistema di apartheid propugnato dal governo israeliano e alla politica americana nel Medio Oriente. E’ lo stesso fondamento logico che si trova alla base della lotta contro i regimi tirannici e totalitari nel mondo arabo. Questo fondamento logico è la più semplice espressione dei principi politici e morali.

Ma buona parte della sinistra araba rimane su posizioni a dir poco ambigue quando si tratta di esprimersi sulla brutale repressione siriana.

Il falso dilemma di questa sinistra deriva dall’aiuto che il governo siriano fornisce alla “resistenza contro Israele e gli Stati Uniti” condotta da Hezbollah.

Ma dopo cinque mesi di repressione brutale, feroce, questo dilemma è inammissibile e uno dovrebbe chiedersi quale salvezza/libertà/liberazione dalle illegali e discriminatorie politiche israeliane possa venire dalla brutale politica siriana.

Se l’opposizione all’imperialismo americano derivava da una scelta politica e non di principio, allora anche sostenere Bashar al-Assad può diventare comprensibile. Proprio come il sostegno dei filo-israeliani alle politiche israeliane: all’inizio obiettano sulle scelte più marcatamente discriminatorie, come la scellerata politica di colonizzazione della Cisgiordania, ma poi convengono sempre.

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Dove sono andati a finire a principi?
Il punto può sembrare un po’ strambo, ma per coloro che dicono di impegnarsi sulla base dei principi, e soltanto dei principi, non lo è affatto. Il regime siriano ha da molto tempo varcato la soglia al di là della quale chi antepone a tutto la resistenza ad Israele deve tornare indietro, ai principi appunto. Se uno si oppone all’imperialismo per principio allora deve opporsi alla macelleria del regime siriano per principio, malgrado le credenziali che il regime di Damasco vanta ai suoi occhi per la resistenza a Israele.

Il problema non è se si sostiene o no il governo in carica a Damasco. Il problema correttamente posto è esattamente questo: seguiamo posizione di principio o posizioni politiche? Non abbiamo criticato la guerra in Iraq per una posizione di principio? Non abbiamo criticato le politiche israeliane per una questione di principio?


Condannare l’oppressione
per principio significa condannarla ovunque, o rinunciare ad invocare i principi per condannarla. Non esiste “sinistra” senza “principi”.”.

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