La dottrina della deterrenza nucleare va messa al bando. Come le armi atomiche
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La dottrina della deterrenza nucleare va messa al bando. Come le armi atomiche

La dottrina della deterrenza nucleare va messa al bando. Come le armi atomiche. E’ l’importante conclusione a cui si è giunti al Palazzo di Vetro.

La dottrina della deterrenza nucleare va messa al bando. Come le armi atomiche
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

2 Dicembre 2023 - 15.26


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La dottrina della deterrenza nucleare va messa al bando. Come le armi atomiche. E’ l’importante conclusione a cui si è giunti al Palazzo di Vetro.

Una Conferenza importante

A darne conto, con la consueta puntualità e accuratezza, è Rete Italiana Pace e Disarmo (Ripd).

“Gli Stati parti del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), riuniti all’Onu di New York, hanno definito la dottrina della deterrenza nucleare, a cui aderiscono gli Stati dotati di armi nucleari e i loro alleati, una minaccia alla sicurezza umana e un ostacolo al disarmo nucleare. I membri del TPNW riuniti insieme a scienziati, al Comitato Internazionale della Croce Rossa, all’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons e a numerose organizzazioni della società civile tra cui Rete Pace Disarmo e Senzatomica (promotori di “Italia, ripensaci”) hanno sottolineato nella Dichiarazione finale della Conferenza del Trattato come sia necessario “Sfidare il paradigma di sicurezza basato sulla deterrenza nucleare, evidenziando e promuovendo nuove prove scientifiche sulle conseguenze e sui rischi umanitari delle armi nucleari e contrapponendole ai rischi e ai presupposti insiti nella deterrenza nucleare“.

Ben 94 Paesi hanno partecipato alla riunione come Stati parti o come osservatori, compresi alcuni che attualmente sostengono l’uso di armi nucleari nelle loro dottrine di difesa. Le delegazioni sono state impegnate in un dibattito intenso e interattivo durante la settimana, con il risultato finale dell’adozione di una Dichiarazione politica e un pacchetto di decisioni.

La deterrenza è una “scommessa” non provata – una mera teoria con la quale si sta rischiando il futuro dell’umanità – che si basa sulla minaccia implicita di usare armi nucleari e che ha portato il mondo vicino alla guerra nucleare in diverse occasioni. Gli Stati parti, durante la Seconda Conferenza del TPNW, hanno anche ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti all’uso e agli esperimenti nucleari provenienti da tutto il mondo e hanno concordato di continuare a lavorare per implementare le caratteristiche innovative del Trattato sugli aspetti dell’assistenza alle vittime dell’uso, degli esperimenti e dello sviluppo di armi nucleari, nonché sulla bonifica della contaminazione derivante dalle attività delle armi nucleari. Rimane un problematico divario di informazione tra ciò che accadrebbe effettivamente come risultato di una guerra nucleare e le politiche degli Stati dotati di armi nucleari e dei loro alleati, e gli sforzi per colmare questo divario ricadono sotto la responsabilità primaria di coloro le cui politiche includono l’uso di armi nucleari.

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Questa Conferenza ha dimostrato che il TPNW sta diventando sempre più forte. Diversi Stati osservatori hanno annunciato l’intenzione di aderire al Trattato nel prossimo futuro, il che porterà il numero di Stati che hanno firmato, ratificato o aderito al trattato a più della metà di tutti i membri delle Nazioni Unite. L’Indonesia ha annunciato che il suo parlamento ha recentemente approvato la ratifica del trattato e Brasile, Gibuti, Guinea Equatoriale, Mozambico e Nepal hanno annunciato l’intenzione di ratificarlo a breve.

All’incontro hanno partecipato anche diversi Stati della Nato e Paesi che fanno affidamento sulle armi nucleari americane per la loro difesa, tra cui Australia, Belgio, Germania e Norvegia.
La Direttrice Esecutiva di Ican, Melissa Parke, ha accolto con favore il successo dell’incontro: “La condanna della dottrina della deterrenza nucleare da parte dei membri del TPNW durante questa Conferenza di New York è una mossa estremamente significativa. Mai prima d’ora un Trattato delle Nazioni Unite aveva messo in evidenza la minaccia che la deterrenza nucleare rappresenta per il futuro della vita sul nostro pianeta. La deterrenza è inaccettabile. Si basa sulla minaccia di scatenare una guerra nucleare che ucciderebbe in poco tempo milioni di persone e porterebbe inoltre a un inverno nucleare con carestia di massa che, secondo recenti ricerche, ucciderebbe miliardi di persone“.

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Grazie agli scienziati coinvolti nelle attività del Trattato, la comprensione degli effetti a cascata sulle forniture alimentari, sul sistema finanziario e sulle forniture energetiche è molto più approfondita e ci aiuta a prevedere meglio i probabili effetti delle detonazioni nucleari. Si è capito che la ricerca da sola non può ridurre i rischi delle armi nucleari, ma che può informare l’opinione pubblica e i responsabili politici sui danni esistenti nei loro arsenali o nelle loro dottrine di sicurezza. Inoltre, il Gruppo consultivo scientifico ha presentato i risultati di ricerche che dimostrano che l’eliminazione delle strutture per le armi nucleari è possibile e che esistono modi per ottenere la conversione delle strutture ad uso civile; esistono inoltre modi per sviluppare processi per il controllo degli armamenti, come il conteggio delle armi e l’autenticazione delle testate.

Gli Stati hanno ascoltato le testimonianze dei membri delle comunità colpite dall’uso, dai test e dallo sviluppo delle armi nucleari e hanno ascoltato le loro richieste di riconoscimento da parte dei governi dei danni arrecati alle persone, in particolare alle popolazioni indigene. Hanno anche ascoltato gli sforzi compiuti finora per riparare i danni che hanno segnato le persone e la terra, con la richiesta di fare più ricerca sugli impatti sanitari e ambientali delle armi nucleari. Una dichiarazione congiunta approvata da 26 organizzazioni di comunità colpite dal nucleare militare sostenuta da altre 45 organizzazioni ha affermato: “Abbiamo il diritto e la responsabilità di parlare di ciò che le armi nucleari fanno realmente. Chiediamo agli Stati parte del TPNW di spingere senza sosta per la sua universalizzazione”.

Una delegazione di 23 parlamentari di 14 Paesi, in gran parte provenienti da Paesi che devono ancora firmare il trattato, si è riunita a margine della conferenza e ha rilasciato una dichiarazione che denuncia le minacce nucleari, esortando i governi a firmare e ratificare il Trattato con urgenza. Anche la comunità finanziaria era presente e ha presentato in assemblea (con un intervento del presidente di Etica Sgr) oltre 1.000 miliardi di dollari di asset in gestione, incoraggiando gli Stati a lavorare con la comunità finanziaria per rafforzare ulteriormente le norme e gli obiettivi del Trattato, anche ponendo fine ai rapporti di finanziamento con l’industria delle armi nucleari. Durante la settimana, a margine dell’incontro, si sono svolti più di 65 eventi, tra cui mostre (come la versione compact di Senzatomica), concerti, tavole rotonde, cerimonie di premiazione e altro ancora.

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Melissa Parke di ha infine aggiunto: “Questo incontro ha dimostrato che il TPNW è l’unico luogo in cui si agisce davvero e nel concreto a livello internazionale per il disarmo nucleare. I Paesi riuniti a New York, sotto la presidenza del Messico, sono Stati responsabili che stanno lavorando per raggiungere l’obiettivo ampiamente condiviso di un mondo senza armi nucleari“. La Terza Conferenza degli Stati parte del Trattato TPNW si terrà dal 3 al 7 marzo 2025 a New York, sotto la presidenza del Kazakistan (Paese tra i più attivi a sostegno del Trattato anche perché sul suo territorio venivano condotti i test nucleari sovietici)”.

Un successo, dunque. E il rilancio di una battaglia che ha come posta in gioco il futuro stesso del genere umano. Un successo che non sorride al governo italiano, assente ai lavori della Conferenza.

As usual. E poi si meravigliano se a livello internazionale contiamo meno del due di coppe quando regna bastoni. 

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