L'arte contro l'Alzheimer: i nuovi progetti terapeutici di Airalzh
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L'arte contro l'Alzheimer: i nuovi progetti terapeutici di Airalzh

Un percorso tra musei, laboratori creativi e percorsi sensoriali per migliorare la qualità della vita dei pazienti e rompere l'isolamento delle famiglie in occasione della Giornata Mondiale il prossimo 21 settembre.

L'arte contro l'Alzheimer: i nuovi progetti terapeutici di Airalzh
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15 Settembre 2026 - 13.55 Culture


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di Azzurra Arlotto

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, fissata per il prossimo lunedì 21 settembre, l’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer (Airalzh Ets) punta i riflettori su percorsi terapeutici innovativi che affiancano le cure tradizionali. Al centro di queste iniziative vi è il potere terapeutico dell’arte e della creatività, concepito per stimolare le emozioni, favorire la socializzazione e offrire un concreto sostegno ai pazienti, ai loro familiari e ai caregiver.

Tra le esperienze di maggior successo spicca il progetto toscano “Tracce di memoria“, attivo già da tre anni. L’iniziativa prevede cicli di incontri in piccoli gruppi guidati da operatori specializzati, in cui i partecipanti non si limitano a un’osservazione passiva delle opere d’arte, ma prendono parte a laboratori condivisi che rafforzano l’affiatamento e la condivisione emotiva. Sulla scia di questo modello virtuoso nasce in Lombardia “Creative Age“, realizzato in collaborazione con la Fondazione Accademia Carrara di Bergamo. Il programma al via a fine ottobre, mira a contrastare l’isolamento sociale attraverso itinerari culturali dedicati nei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Il Trentino risponde invece con due distinte iniziative: oltre “Muse Piano Piano“, “Spalz! A spasso con l’Alzheimer” sarà una camminata immersiva nei dintorni del Museo delle Scienze di Trento. Grazie all’uso di cuffie audio-spaziali, i partecipanti possono esplorare lo spazio urbano sperimentando la prospettiva sensoriale e cognitiva di chi convive con la demenza.

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L’efficacia di questi approcci trova del resto ampie conferme nel panorama scientifico internazionale. Diversi studi condotti da ricercatori come Boo Johansson ed Emelie Miller hanno evidenziato che le persone affette da Alzheimer conservano intatte alcune capacità espressive e pittoriche, le quali possono essere sfruttate efficacemente all’interno di percorsi di cura non farmacologici. Analogamente, lavori di approfondimento coordinati da esperti del settore — tra cui le analisi sulle terapie visive e partecipative di studiosi come Rachel Thompson e Angel Duncan — dimostrano come l’immersione in contesti artistici e museali contribuisca in modo sensibile a mitigare i disturbi comportamentali, ad attenuare gli stati d’ansia e a preservare più a lungo le abilità comunicative e relazionali dei pazienti. Attraverso il lavoro manuale e l’impiego dell’attività artistica, svolta anche in Italia grazie alla partecipazione a specifici bandi di ricerca come quelli seguiti dal professor Giorgio Giulio Fumagalli, le persone affette dalla malattia di Alzheimer trovano nuove e preziose chiavi di accesso al benessere psicofisico.

Accanto alle esperienze museali, l’associazione Airalzh promuove un intervento riabilitativo mirato, ideato dalla ricercatrice Silvia Fostinelli presso l’Irccs Centro San Giovanni di Dio. Il progetto utilizza la carta come materiale espressivo d’elezione per stimoli legati all’attenzione, alla coordinazione motoria e alla pianificazione. Come sottolinea la presidente di Airalzh Alessandra Mocali : “Questo tipo di esperienze sono in grado di riattivare emozioni che portano a ridurre il livello di ansia e stress legate alla malattia. I progetti nei Musei toscani e lombardi, inoltre, aiutano ad interrompere l’isolamento: i pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami”.

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L’intreccio tra ricerca scientifica e sensibilità culturale dimostra quindi come la presa in carico della persona affetta da demenza dovrebbe andare ben oltre la mera gestione clinica. Sostenere iniziative di questo respiro significa riconoscere la dignità intrinseca di ogni individuo, offrendo risposte concrete che rimettono al centro la relazione umana, l’ascolto e la bellezza. La Giornata Mondiale dell’Alzheimer sarà così non soltanto un momento di doverosa sensibilizzazione collettiva, ma un appuntamento per rinnovare l’impegno verso un futuro in cui la cura si fa accoglienza, restituendo colore e significato a ogni singolo giorno di vita.

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