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Si chiama marketing automation. Ma l’offerta è mirata

Nell’era della tecnologia, anche il marketing ha a disposizione tanti canali di comunicazione verso i clienti e gli utenti degli e-commerce e dei servizi online.    

Si chiama marketing automation. Ma l’offerta è mirata

globalist Modifica articolo

8 Dicembre 2022 - 00.39


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Le aziende che vogliono attrarre e mantenere clienti e utenti online puntano tutto sui primi contatti, affinando via via il piano di marketing con tecniche di personalizzazione dell’offerta 

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Foto di fauxels da Pexels: 

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Nell’era della tecnologia, anche il marketing ha a disposizione tanti canali di comunicazione verso i clienti e gli utenti degli e-commerce e dei servizi online.    

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In quest’ottica si inserisce la “marketing automation”: si tratta di un approccio che, tramite una serie di strumenti, tende all’ottimizzazione del profitto, dal primo punto di contatto con l’utente fino al suo mantenimento.

  I software utilizzati non sono incentrati sullo spam, ma, in una visione incrementale, servono a pianificare e strutturare le comunicazioni verso il potenziale cliente o quello già acquisito, in modo da metterlo al centro dell’esperienza di consumo.   

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Diversamente da come può far pensare il nome, la marketing automation non si basa sulla semplice automazione delle comunicazioni, come può essere una e-mail di spam, ad esempio. 

  Le attività di contatto con l’utente di cui si serve questo metodo sono anzi improntate sulla relazione con l’audience, e su un contenuto delle comunicazioni qualificato, anche sulla base dei comportamenti degli utenti/clienti.

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Dalla comunicazione all’azione: i tipi di offerta 

Un buon database aziendale, utile all’impostazione di campagne di e-mail marketing, è tanto più efficace quanto più fondato sui reali interessi dei consumatori/utenti. 

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Il web, a sostegno dei software di automazione, offre alle aziende molte possibilità di realizzare un indirizzario ben mirato. Il più delle volte sono infatti gli stessi utenti a lasciare il proprio indirizzo e-mail, magari per iscriversi a una form, oppure per aderire a un’offerta. 

Proprio in questo concetto si inserisce il marketing della “call to action”, o chiamata all’azione, ovvero la traduzione di una semplice visita in un acquisto, o anche soltanto nell’inserimento dei dati personali utili al database. Ma quali sono i metodi per invitare un utente a lasciare il proprio contatto?

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Di certo gli incentivi, come promozioni e prove gratuite, sono tra i più graditi. 

Qualche esempio? 

Le aziende di cosmetici e prodotti alimentari di solito usano la tecnica dei campioni gratuiti – solo per chi si iscrive e lascia i recapiti, mentre quelle di servizi, specialmente di entertainment, utilizzano la prova gratis. 

Le piattaforme di contenuti on-demand in streaming offrono ad esempio periodi di prova free a tempo, mentre gli operatori del gioco legale a distanza usano i bonus di benvenuto, tipo quello senza deposito, che è un credito gratis da utilizzare per testare i giochi. Per attivare le prove gratuite di una tv come per i bonus casinò senza deposito serve però registrarsi e compilare una form, e lo stesso vale se si vuole accedere a una lezione di prova online, oppure scaricare la versione demo di un videogioco.

Altri tipi di attività, come vale per la ristorazione e per il settore alberghiero, oppure per i servizi alla persona, scelgono invece la tecnica del coupon: chi visita un sito o una piattaforma di aggregazione dell’offerta, lasciando i propri dati, potrà usufruire ad esempio di uno sconto al ristorante, di un alloggio a prezzo ribassato, di un soggiorno super conveniente alla spa. 

A cosa serve, dunque, investire in questo genere di proposte?  

Qual è il ritorno, in termini economici e di profitto, per un-commerce?

 Prima di tutto l’acquisizione di un pacchetto clienti potenziale da poter convertire in consumatori o utenti fidelizzati. Come? Attraverso un e-mail marketing già targettizzato alla fonte, che l’automazione potrà soltanto rendere ancor più performante, per esempio con l’inserimento di link da cliccare, che re-indirizzano a nuove offerte, all’interno delle pagine di destinazione o “landing page”.

Gli strumenti comunicativi del marketing mirato

Sul piano comunicativo, come si è visto, uno degli strumenti essenziali di contatto del potenziale cliente o utente è l’e-mail marketing.  Attraverso una mail ben strutturata l’azienda può farsi conoscere, presentarsi, illustrare le proprie offerte, aumentare la “brand awareness”, ovvero la conoscenza di marca

Perché però l’indirizzario sia mirato e funzionale, è necessario scegliere il target giusto. 

Come? Prima di tutto attraverso il tracciamento del comportamento online degli utenti, ma anche tramite l’individuazione di un “cluster” di riferimento, che altro non è che un insieme di consumatori con interessi comuni. In questa visione gli analytics e le parole chiave inserite dagli utenti sono importanti indicatori, così come anche le interazioni via social e le campagne pay-per-clic.  

Se, ad esempio, un’azienda di viaggi vuole proporre dei pacchetti low cost, dovrà targettizzare i propri post verso un’utenza adeguata, a livello geografico e di profilo, che non sarà la stessa di quella che invece, magari, si dimostra interessata a mete esclusive verso località esotiche. 

I social network, così come le forme di registrazione, sono dunque utilissimi in questa direzione: non a caso esiste la disciplina del social media marketing.                 

Anche attraverso i social, oltretutto, per mezzo delle pagine ufficiali aziendali, si possono offrire incentivi come sconti e promozioni: per esempio proponendo un quiz, un gioco, una caccia al tesoro. Questo approccio prende il nome di “gamification”, tipica del marketing esperienziale

Anche in questo caso, però, il benefit è vincolato e il vantaggio viene scambiato coi dati personali.                           Sempre senza dimenticare le regole del consenso informato

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