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Covid, il virologo Arnaldo Caruso: "Preoccupato per le sottovarianti di Omicron"

Il presidente della Società italiana di virologia, ha espresso la sua preoccupazione invitando alla prudenza e alla prevenzione in vista del prossimo inverno.

Covid, il virologo Arnaldo Caruso: "Preoccupato per le sottovarianti di Omicron"

globalist

7 Maggio 2022 - 18.28


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Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, ha parlato con AdnKronos Salute a proposito delle sottovarianti 4 e 5 di Omicron: “Sono già al 70% circa in Sudafrica da dove sono partite, e nulla fa pensare che non arrivino in Italia così come è successo per tutte le altre” varianti precedenti. “Significa che a breve, a meno che non spuntino ulteriori” mutanti più vantaggiosi per il virus Sars-CoV-2, “queste due sub varianti saranno dominanti” anche nella Penisola “e penetreranno nella popolazione in maniera massiccia”.

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Caruso si è detto “alquanto preoccupato” e per fronteggiare senza emergenze il prossimo autunno-inverno esorta a “prevedere una serie di misure preventive importanti”. In particolare a “rafforzare il territorio, per riuscire a gestire” il dopo estate “più a livello domiciliare, come ormai dovremmo imparare a fare – ammonisce – per evitare di congestionare gli ospedali”. Mentre gli Stati Uniti prospettano per la stagione fredda un’ondata di sottovarianti Omicron da oltre 100 milioni di casi, Caruso tiene comunque a precisare che “questa evenienza non sarà sicuramente brutta e grave come le precedenti, però rischia di far ammalare tante persone, alcune delle quali inevitabilmente svilupperanno forme più gravi in virtù di particolari condizioni di salute e vulnerabilità.

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Questo perché le nuove sub varianti di Omicron bucano lo scudo anticorpale – ricorda l’esperto – e quindi sono per forza temibili, perché capaci di reinfettare anche chi già si è infettato con Omicron stessa”. “Per carità, nella maggioranza dei casi causeranno fenomeni banali di raffreddore, sintomi influenzali – puntualizza l’ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili – Tuttavia non è escluso che si possa temere un affollamento dei pronto soccorso e degli ospedali” da parte dei più fragili, “e ciò necessita ovviamente una programmazione”. Il numero uno dei virologi italiani invita a “lavorare con i medici di medicina generale affinché possano offrire assistenza domiciliare, anche grazie ai farmaci antivirali che possono prescrivere per prevenire le forme più gravi” di Covid-19.

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