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Covid, Mantovani: "Sulla quarta dose la posizione dell’Europa è saggia"

Secondo il presidente della Fondazione Humanitas, la vaccinazione con la quarta dose deve essere indirizzata alle fasce più deboli. "Stiamo vaccinando durante una pandemia, è un fatto inedito, bisogna agire con saggezza".

Covid, Mantovani: "Sulla quarta dose la posizione dell’Europa è saggia"

globalist

7 Aprile 2022 - 17.23


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Si va verso l’adozione della quarta dose di vaccino anti covid solo per gli Over 80 e per le persone fragili, o almeno questa è la posizione dell’Ema e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Un punto di vista condiviso anche da Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca, che ha parlato all’AdnKronos.

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“E’ una posizione saggia. E’ una decisione che si preoccupa delle persone più fragili che sono quelle di cui ci dobbiamo preoccupare adesso”.

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“Stiamo facendo una cosa che non ha precedenti. Non solo perché abbiamo a che fare con un virus nuovo, che muta e che un collega australiano, un virologo evoluzionista, ha definito un virus ‘generalista’. Ma anche perché stiamo facendo una campagna di vaccinazione durante una pandemia, con il virus che circola, e che continua a mutare. E nessuno ha mai fatto niente del genere. E’ qualcosa di inedito”. 

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Mantovani ricorda per esempio che durante il suo impegno in Gavi, l’alleanza sui vaccini, “si affrontava un’epidemia di meningite in Africa Subsahariana. In quella situazione l’epidemia arrivava, poi passava, si dava il vaccino e si tamponava. Qui invece la situazione è diversa, appunto. E quindi ci si deve muovere con saggezza sulla base dei dati che si hanno”.

“Guardando ai dati raccolti in Humanitas, dati di valutazione della risposta immunitaria non solo con test di laboratorio standard (cioè la misura degli anticorpi), ma anche con test che cerchiamo di mettere a punto per misurare la risposta delle cellule T, io vedo che nelle persone molto anziane c’è una grande variabilità: c’è chi risponde benissimo, come i giovani o le persone di mezza età, e ci sono invece altri che assomigliano nella risposta molto di più alle persone immunocompromesse”. 

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Queste sono le premesse, per Mantovani, che risponde anche alla domanda: cosa sappiamo della quarta dose al momento? “Sappiamo poco, e lo dobbiamo dire”, puntualizza.

“Fondamentalmente quello che sappiamo arriva da Israele”

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C’è uno studio, israeliano appunto – riepiloga l’immunologo – in cui l’ordine di grandezza è di qualche centinaio di persone vaccinate con quarta dose a cui è stata misurata la risposta immunitaria, sia gli anticorpi che le cellule T. E si è trovato che in questo piccolo numero di persone la quarta dose riporta la risposta al livello che si è raggiunto dopo terza dose. Poi c’è uno studio più grande – uscito in due versioni, una ‘open access’ e una pubblicata sul ‘New England Journal of Medicine’, in cui si è guardato alla popolazione over 60. E’ uno studio su oltre un milione di persone vaccinate e si è visto che la quarta dose dà protezione”.

Quanto alla sicurezza del richiamo, i dati israeliani, aggiunge Mantovani, “sono rassicuranti sulla quarta dose”. E la stessa indicazione in termini di sicurezza arriva anche dai dati “del consorzio Vax4Frail che riunisce 13 Irccs di tutta Italia e sta valutando la risposta immunitaria dei pazienti fragili”. In questo contesto, conclude l’esperto, occorre muoversi dunque “con saggezza”, avendo come faro “i dati”.

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