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Lo studio: l'ossido di zinco nelle creme solari è pericoloso per noi e per l'ambiente

Può peggiorare l’efficacia del contrasto ai raggi solari, ma non solo: scoperta una tossicità per gli organismi marini

Crema solare

globalist

15 Ottobre 2021


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Mescolare l’ossido di zinco alle creme solari può portare a una diminuzione della protezione contro i raggi Uva.

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Secondo quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Photochemical & Photobiological Sciences, la combinazione di alcune miscele chimiche, ritenute sicure per la pelle, con l’ossido di zinco, utilizzato spesso come ingrediente per creme lenitive e protettive contro le irritazioni o nei trucchi, può peggiorare l’efficacia del contrasto ai raggi solari.

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Lo studio ha anche evidenziato come questo mix, esposto al sole, abbia provocato effetti tossici sugli embrioni di pesce zebra, utilizzati per i test della ricerca.

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Nel dettaglio, nel corso del lavoro effettuato dagli scienziati delle università dell’Oregon e di Leeds, sono state create cinque diverse miscele di filtri solari attraverso l’utilizzo di ingredienti approvati sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea.

In una di queste cinque creme, i ricercatori hanno aggiunto il 6% di ossido di zinco. In quest’ultima, dopo due ore di esposizione, è stata registrata una significativa fotodegradazione delle molecole.

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Il fattore di protezione Uv, è emerso, ha subito una riduzione compresa tra l’84,3% e il 91,8% nella crema con l’aggiunta di ossido di zinco, mentre appena del 15,8% in quelle senza.

“La protezione solare è sempre consigliata – ha spiegato il coautore dello studio, Richard Blackburn – ma sconsigliamo di mescolare le creme con l’ossido di zinco, sia intenzionalmente per creare filtri solari ibridi, sia incidentalmente, ad esempio spalmando la crema sopra a un’altra che invece è composta dal minerale”.

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Quanto alla tossicità rilevata, i ricercatori hanno diluito in acqua le creme solari, con un rapporto di 99 a 1, e le hanno esposte ai raggi solari.

Sono stati aggiunti gli embrioni di pesce zebra fecondati da 4 ore e lasciati per cinque giorni a contatto con le miscele.

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Gli embrioni a contatto con il mix contenente l’ossido di zinco hanno mostrato maggiori cambiamenti nel loro normale sviluppo, quali pinne sottosviluppate e lunghezza del corpo più corta del normale.

Quelli immersi nel liquido senza minerale hanno invece mostrato cambiamenti minimi. Inoltre, gli embrioni dei test sono stati divisi in più gruppi, alcuni immersi nelle creme senza esposizione ai raggi Uva e altri, invece, esposti alla luce solare.

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Un aumento significativo della tossicità è stato rilevato in tutti gli embrioni immersi nel liquido tranne che in un caso, con crema non mixata con il minerale, dove l’incremento è risultato inferiore al 10% al termine dell’esposizione.

Testato da solo, l’ossido di zinco non ha mostrato alcun aumento della tossicità, dimostrando che è la combinazione con altri elementi a generarlo.

 

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