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L'ìmmunologo Minelli: "I vaccini ci stanno proteggendo ma si parla solo delle eccezioni"

Il clinico: "A destare scalpore non è il macroriscontro di una immunoprotezione sempre più allargata, ma la microscopica eccezione di qualche vaccinato che si sia infettato"

L'immunologo Mauro Minelli
L'immunologo Mauro Minelli

globalist

8 Agosto 2021 - 19.16


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Un’interessante chiave di lettura che molti complottasti e no-vax fanno finta di non considerare.

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E’ chiaro ed evidente che con la visione di quest’ultimi i contagi sarebbero aumentti a dismisura, così come le morti e i ricoveri, ma è più facile sparare a zero sui vaccini e il Green pass.

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“Sulla capacità del vaccino anti-Covid di contrastare il contagio da Sars Cov-2, credo che, man mano che la campagna vaccinale procede, sia giusto ed opportuno precisare alcuni aspetti poco o affatto considerati. E’ un dato di fatto che, man mano che la pratica della vaccinazione va consolidando la sua protezione, contestualmente vadano riducendosi i contagi nella popolazione generale. Accade così che in una coorte sempre più grande di persone vaccinate, faccia notizia non già il numero straordinariamente grande di casi di Covid che il vaccino riesce ad evitare, ma il numero eccezionalmente piccolo (in una popolazione numericamente sempre più crescente) di contagi tra soggetti vaccinati. Quindi a destare scalpore non è il macroriscontro di una immunoprotezione sempre più allargata, ma la microscopica eccezione, peraltro pure prevista ed attesa, di qualche vaccinato che si sia infettato”.

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Così Mauro Minelli, immunologo clinico e allergologo, coordinatore per il Sud Italia Fondazione per la Medicina Personalizzata.

“E allora, se consideriamo che la campagna vaccinale giustamente continuerà, facendo allargare sempre di più la fascia delle persone vaccinate, al fine di evitare che i pochi casi di contagi tra vaccinati possano erroneamente dare l’idea falsa e fuorviante di essere addirittura più numerosi di quelli che potranno contarsi tra non vaccinati, bisognerebbe iniziare a valutare l’efficacia complessiva del vaccino anti-Covid non in termini di numeri assoluti, ma in termini di incidenza. Anche perché è proprio sulla esibizione di cifre estrapolate da un contesto complesso ma proprio per questo da analizzare con grande attenzione, che si sofferma, spesso in malafede, la maldestra obiezione di chi osteggia i vaccini e le misure correlate. Si potrebbe così argomentare, con il conforto dirimente dei numeri veri, che ad oggi il rapporto tra numero dei casi Covid-19 e popolazione vaccinata è almeno dieci volte più basso rispetto a quello che si registra nella popolazione dei non vaccinati. Senza contare poi la gravità del quadro clinico che, com’è noto sulla base di evidenze accertate, risulta essere molto più severo nei non vaccinati”, conclude.

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