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Il Presidente dell'Istituto Mario Negri: "Le riaperture dovranno essere molto graduali"

Grattini avverte e prende l'esempio della Sardegna: "L'isola era diventata bianca e in 4 settimane tutto è precipitato ed è tornata al rosso"

Silvio Garattini
Silvio Garattini

globalist Modifica articolo

20 Aprile 2021 - 08.29


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Anche Silvio Grattini, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs mette in guardia da un eccesso di riaperture e soprattutto c’è bisogno che queste vengano gestite con criterio e serietà individuale e delle istituzioni:  “Non dimentichiamoci che” in Italia “oggi abbiamo ancora più di 500mila persone infette, che possono trasmettere il virus. 
Ma questi sono i dati che derivano dai tamponi”, quindi nella realtà queste persone “sono certamente molte di più. 
A essere estremamente conservativi, possiamo dire che c’è una persona ogni 100 che può infettare e questo è un dato da tenere in considerazione, molta attenzione e molta prudenza”.
“Bisogna che le riaperture siano molto graduali – ammonisce lo scienziato – perché se apriamo tutto insieme, evidentemente ritorneremo rapidamente nella situazione di prima” come ha dimostrato il caso Sardegna, dove “abbiamo visto che un eccesso non graduale di liberalizzazione crea problemi”: l’isola “era diventata bianca – ricorda – e in 4 settimane tutto è precipitato ed è tornata al rosso”.
Garattini richiama alle responsabilità individuali. 
“Abbiamo a che fare con una frazione molto importante dei cittadini che non fa quello che deve fare. 
Questo è molto grave – dice il farmacologo – e secondo me dipende molto anche dal fatto che non c’è un’adeguata campagna di sensibilizzazione. Non basta dire state attenti. 
Dovremmo anche mobilitare tutte le persone che hanno un’influenza sul pubblico perché partecipino a questa campagna”.

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