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Galli dice no alla seconda dose con vaccino diverso: "Sarebbe un assurdo bricolage"

L'infettivologo: "Richiamo con vaccino differente valutabile sotto controllo medico solo in chi non ha risposto alla prima somministrazione".

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12 Aprile 2021 - 08.06


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Un vaccino diverso a chi attende il richiamo anti-Covid dopo avere fatto la prima dose di AstraZeneca? “dal punto di vista tecnico è una prospettiva abbastanza orripilante e non ha senso. Chi non vuole fare la seconda dose del vaccino si tenga la sola prima dose e faccia l’esame anticorpale per vedere se c’è una risposta. Certo non è possibile fare dell’assurdo bricolage con i vaccini”. A dirlo è Massimo Galli, primario infettivologo all’ospedale Sacco di Milano e docente all’università Statale del capoluogo lombardo, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino.

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“Sostituire la seconda dose con qualche cosa di altro disponibile sul mercato è certamente peggio che fare una dose sola […] AstraZeneca è stato progettato per una sola dose poi, con una decisione che stanno ancora pagando, hanno cambiato idea decidendo per le due dosi. C’è un loro lavoro su ‘Lancet’ che testimonia come la protezione con AstraZeneca sia più che efficace già dopo il conferimento di un’unica dose”.

Galli sottolinea come il vaccino anglo-svedese sia sicuro ed efficace:

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“Dico solo che il tasso di decessi è inferiore a quello che abbiamo quando facciamo una Tac o un esame radiologico con il liquido di contrasto, dove il rischio di morte è già bassissimo”.

Alla domanda “dopo la prima dose è possibile che non si siano sviluppati anticorpi?”, Galli replica:

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“Ci sono pazienti non responsivi e solo per questi ultimi si potrebbe valutare di vaccinarli con un altro vaccino. Ma è un’ipotesi ben diversa dal cambiare vaccino in corso d’opera e comunque da svolgersi sotto controllo medico. Bisogna anche dire che l’assenza di anticorpi evocati dalla prima dose non significa in assoluto che non sia stata innescata un altro tipo di protezione che dipende dall’immunità cellulare”.

A chi gli domanda se servirà una terza dose di vaccino, l’infettivologo risponde:

“Non parlerei di terza dose ma direi che per i vaccini potrebbe essere necessario un aggiornamento alle caratteristiche dei virus circolanti. Magari non subito, ma in un futuro probabilmente sì. Esattamente come ogni anno accade con l’influenza. Per il momento però l’obiettivo è vaccinare più persone possibile, con lo scopo di mettere insicurezza gli anziani e i deboli”.

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