La critica di Garattini: "Su AstraZeneca mossa poco chiara"
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La critica di Garattini: "Su AstraZeneca mossa poco chiara"

Il presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: "In questo modo chi ha meno di 60 anni non se lo farà somministrare di certo".

Silvio Garattini
Silvio Garattini
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8 Aprile 2021 - 09.19


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Lo scetticismo sulla decisione di limitare l’uso del siero AstraZeneca al di sotto dei 60 anni in Italia serpeggia fra gli esperti.
Il fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs Silvio Garattini giudica la scelta presa ieri dal Cts opaca: “Si tratta di un’altra mossa poco chiara”.
“In questo modo – osserva – chi ha meno di 60anni non se lo farà somministrare di certo”.
E “ci sarà anche il problema di chi ha già avuto la prima dose”.
Adesso “vediamo come agiranno le Regioni, se a loro volta avranno posizioni diverse di fronte alla raccomandazione”.
“All’Ema partecipano tutti i Paesi europei – sottolinea lo scienziato – però dopo i pareri dell’agenzia” regolatoria Ue “ogni Stato fa quello che vuole.
Chi ha posto limiti ai 60anni, chi a 65, chi parla di rischi per le donne, chi no.
E’ incredibile – commenta Garattini – Avere una sede europea per decidere su farmaci e vaccini era una delle poche cose utili fatte a livello continentale”, e “l’agenzia ha detto che tutto poteva riprendere.
Perché anche se ci fosse un nesso con queste rare trombosi, i benefici sono così elevati che purtroppo bisogna accettare qualche effetto collaterale”.
“Non ci sono farmaci innocui, neanche vaccini – ricorda l’esperto – Pure l’aspirina provoca emorragie in un caso su mille.
Bisogna valutare se i danni che derivano da un certo trattamento sono così importanti da non essere comparabili con i benefici.
Ma qui i benefici sono molto importanti.
Nei Paesi dove la vaccinazione è estesa, ad esempio in Inghilterra che ha usato tantissimo AstraZeneca, calano contagi, ricoveri e mortalità”. 
Quanto ai casi sospetti di trombosi rare, “siamo nell’ordine di relativamente pochi casi ogni milione di dosi – precisa Garattini – Si tratta tra l’altro di problemi emorragici spesso recuperabili e non c’è ancora un nesso di rapporto causa-effetto con il vaccino. Non sappiamo neanche quanti sono questi episodi nella popolazione generale, così da poter fare un paragone”.
E se le prove aumenteranno? “Il problema è sempre quello”, insiste il farmacologo: “Non c’è niente di gratuito, c’è sempre un rapporto beneficio-rischio.
Si tratta di valutarlo e capire.
Stiamo parlando di un vaccino che protegge almeno all’80%, uno strumento importante per un Paese dove ogni giorno ci sono almeno 400 morti, oggi addirittura 627.
Se avessimo vaccinato quando ha cominciato l’Inghilterra, forse questi decessi ce li saremmo risparmiati”.
“Questo vaccino è nato male – riflette il presidente del ‘Mario Negri’ – I primi pasticci li ha fatti l’azienda, con comunicati e altre prese di posizione discutibili.
Poi anche noi, prima in Italia abbiamo detto che andava bene per gli under 55, poi prima abbiamo alzato la soglia e dopo l’abbiamo tolta.
C’è stato un problema che ha portato al ritiro di un solo lotto, mentre tutti gli altri potevano continuare a essere usati, ma poche ore dopo la Germania ha sospeso l’uso e gli siamo andati dietro.
Non si crea fiducia nei cittadini con questa politica, e perdere fiducia in questo momento è pericoloso”.

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