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L'Iss: l'indice Rt peggiora, Lazio, Lombardia e Veneto ad alto rischio

Prudenza alta in vista delle festività: "Prevedere l'impatto che potrebbe avere il periodo delle feste, le aumentate mobilità e l'interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione

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18 Dicembre 2020 - 16.32


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Non c’è nulla per stare allegri: nel periodo 25 novembre-8 dicembre 2020, l’indice Rt medio è pari allo 0,86, in salita rispetto allo 0,82 del monitoraggio della settimana precedente. Si riscontrano valori di Rt inferiore a 1 in 16 Regioni, mentre in tre Regioni si presenta uno scenario a rischio. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale prodotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute.

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Rt in controtendenza, rischio alto in tre Regioni – Sulla bozza di legge infatti: “Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza dell’indice Rt della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente, con ritorno di tre Regioni a una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto)”. Questo in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Olanda e Germania. 

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 Rischio basso solo in cinque Regioni – Nella settimana di monitoraggio, dice ancora la bozza, “si continua a osservare nella maggior parte delle Regioni/Province autonome un rischio moderato o alto con solo cinque Regioni/PA a rischio basso di una epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell’adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti”. Tredici le Regioni a rischio moderato, tra cui due (Marche e Provincia autonoma di Trento) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso in cui si mangena invariata l’attuale trasmissibilità.

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 Festività, rischio aumento per i contagi – La prudenza resta alta in vista delle festività, su cui sul documento di monitoraggio si legge: “E’ complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo delle feste, tuttavia le aumentate mobilità e l’interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di Sars-Cov2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato”. 

 Scendono terapie intensive e ricoveri – Continua però la discesa il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva e nei reparti Covid: nelle urgenze il numero dei pazienti scende da 3.345 (8 dicembre) a 3.003 (15 dicembre), come anche quello delle altre aree mediche, da 30.081 a 27.342. 

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 Valori lontani dal ripristino del tracciamento – Nonostante alcuni dati positivi, con una diminuzione dell’incidenza del virus a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, il valore è comunque “ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100mila in sette giorni”. 

 

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