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Lopalco chiarisce: "Il plasma non è la soluzione ma un'arma in più"

Resta il grosso problema legato alla disponibilità del plasma: ci devono essere i donatori che devono essere soggetti guariti da poco.

L'epidemiologo Pierluigi Lopalco
L'epidemiologo Pierluigi Lopalco

globalist

7 Maggio 2020 - 08.03


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La cura con il plasma “non è la soluzione al problema, altrimenti il problema sarebbe già stato risolto, e non è una scoperta recente: è un vecchio principio di terapia, utilizzato già in Cina e in America.
L’evidenza iniziale di efficacia di questa terapia è abbastanza buona quindi è sicuramente un’arma in più, soprattutto per curare i casi più seri. Resta il grosso problema legato alla disponibilità del plasma: ci devono essere i donatori che devono essere soggetti guariti da poco, perché la quantità di anticorpi nel sangue tende a diminuire, e gli anticorpi nel plasma devono essere di qualità e quantità sufficiente per essere utilizzati nella terapia.
Un’arma in più ma non la soluzione a tutti i mali di questo maledetto virus”. Così Pierluigi Lopalco, ordinario di Igiene all’Università di Pisa e responsabile del coordinamento regionale emergenze epidemiologiche dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Regione Puglia, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

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