Chi vota contro quel ddl è un antisemita: il Riformista non si smentisce mai
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Chi vota contro quel ddl è un antisemita: il Riformista non si smentisce mai

Il Riformista ora prova l’ennesima forzatura, dando appuntamento alla sua sparuta schiera di lettori e ai sostenitori pro-Isra lunedì in una sala prossima al Senato, per una manifestazione dal titolo: “Lunedì 5 al Senato. Il Riformista dice no agli antisemiti.

Chi vota contro quel ddl è un antisemita: il Riformista non si smentisce mai
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

3 Ottobre 2026 - 20.45


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Hanno chiamato alla mobilitazione le masse (sigh). Peccato che Netanyahu e Ben-Gvir non possano esserci sarebbero stati graditissimi ospiti. Lo confesso: Il Riformista non smette mai di stupirmi. Direte: ancora? Ma non bastano le quotidiane esaltazioni del criminale di guerra che governa Israele, il cui osceno discorso all’Onu è stato sparato in prima pagina dalla fanzine di Claudio Velardi con il sobrio titolo: “Lezione di civiltà”? Non basta l’esaltazione dei coloni pogromisti, descritti come i nuovi pionieri di Eretz Israel? O l’ostinato negazionismo del genocidio perpetrato a Gaza dall’”esercito più morale al mondo”?  E non è neanche sufficiente riflettere sulle ragioni neanche tanto recondite, per le quali l’editore Romeo ha deciso di chiudere l’Unità, che ha dato voce all’Israele resiliente e alle personalità  progressiste della diaspora ebraica, mantenendo in vita una sorta di bollettino dell’ambasciata israeliana di fronte al quale perfino Il Foglio appare un giornale equilibrato?

No, non basta. Perché Il Riformista ora prova l’ennesima forzatura, dando appuntamento alla sua sparuta schiera di lettori e ai sostenitori pro-Isra lunedì in una sala prossima al Senato, per una manifestazione dal titolo: “Lunedì 5 al Senato. Il Riformista dice no agli antisemiti.

Per gli ideatori di questa iniziativa, gli “antisemiti” sono tutti coloro che in Parlamento voteranno no al ddl 1004 e chi li sostiene.  

La lista di proscrizione è già pronta. I giornalisti assonanti già mobilitati. 

Ai professionisti dell’antisemitismo, dedichiamo due importanti appelli. 

Su iniziativa del Gruppo Giuristi del Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente, ad esempio, oltre 100 firme di personalità del mondo accademico italiano hanno preso posizione contro il Disegno di Legge 1004 altrimenti detto “per il contrasto all’antisemitismo”. 

Il testo governativo, sostenuto anche da alcuni parlamentari del centrosinistra, usa come base legale la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust RemembranceAlliance) che in modo sconcertante – come anche studiosi, esponenti del mondo ebraico e autorevoli voci della politica internazionale hanno già ampiamente rimarcato – segnalano come indici di antisemitismo anche forme di libera e legittima critica alle politiche di Israele.

Il documento – che tra i primi firmatari annovera i nomi di costituzionalisti, accademici  ed esperti di diritto e relazioni internazionali come Gustavo Zagrebelski, Gaetano Azzariti, Francesco Pallante, Anna Foa, Marco Revelli, Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Mario Ricciardi, Valentina Pisanty, Pasquale De Sena, Chantal Meloni, Marcello Flores, Micaela Frulli, Alessandro Colombo, Nicola Perugini, Alessandro Portelli, Luigi Daniele, Massimo Amato e molti altri – esprime tra l’altro sostegno all’iniziativa di Elly Schlein, segretaria del Pd, che annuncia il voto contrario del suo partito al Ddl del Governo se la definizione dell’IHRA non verrà ritirata per far posto alla Jerusalem Declaration, che propone una definizione dell’antisemitismo in rapporto con il razzismo e con altre forme di discriminazione, e non come arma di accusa e persecuzione della libera espressione di una critica all’odierna politica di Israele contro il popolo palestinese.

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Recita l’appello: A pochi giorni dall’approdo in Aula del ddl1004 per il contrasto all’antisemitismo, la Segretaria del PD, Elly Schlein, ha rivolto un appello al Governo a sostituire la definizione di antisemitismo della IHRA, contenuta nel ddl, con la Jerusalem Declaration, annunciando che, in caso contrario, la posizione ufficiale del Pd sarà di votare contro la sua approvazione.

Questa posizione, finalmente chiara e coraggiosa, è da condividere, per due ragioni di fondo. La prima attiene alla potenziale e significativa compressione della libertà di espressione che deriverebbe dalla concreta applicazione di quella definizione, sia pure in mancanza della previsione di sanzioni. La seconda è relativa alla reale capacità del ddl di far fronte al fenomeno dell’antisemitismo, che pure sostiene di voler combattere.

Adottando come base la definizione IHRA, il ddl 1004 rende obbligatoria per legge una formulazione pericolosamente ampia e generica, in grado di lasciare una discrezionalità pressoché incontrollabile alle autorità amministrative chiamate a farla operare. A quanto precede si aggiunge la circostanza che molte delle esemplificazioni della nozione in questione fissano, in modo sconcertante, come indici di antisemitismo, forme legittime di critica a Israele. E ciò, anche a voler tacere dell’uso già avvenuto della definizione IHRA per campagne diffamatorie nei confronti delle voci della società civile e dell’accademia (incluse voci ebraiche) che chiedono il rispetto della legalità internazionale.

Nel contesto attuale il ddl non contribuisce in nulla a una seria lotta all’antisemitismo. Esso rischia, invece, da una parte di indurre un piatto conformismo, dall’altra di causare un’accentuazione del fenomeno antisemita, determinata dalla percezione di una discriminazione in favore del contrasto all’antisemitismo, rispetto ad analoghe forme di razzismo. Queste ultime sono altrettanto pericolosamente in crescita, com’è dimostrato dall’imponente ventata di islamofobia segnalata dall’Agenzia europea dei diritti fondamentali nel 2024.

Per il contrasto all’odio razziale basta una severa applicazione della legislazione generale vigente, modificata, semmai, sempre con norme di carattere generale, nel senso del ddl Giorgis. Non è né necessario, né opportuno, ricorrere a una simile soluzione, non a caso fortemente voluta dal governo italiano, e, di certo, destinata a essere salutata con favore dall’attuale governo di Israele, proprio per i suoi connotati potenzialmente liberticidi. Un governo in appoggio del quale, non dimentichiamolo, la posizione del governo italiano è stata decisiva (insieme a quella tedesca), per evitare, in sede europea, finanche una semplice sospensione dell’accordo di associazione, che intercorre fra di esso e l’Unione”.

Di analogo tenore è un’altra importante presa di posizione pubblica da parte di associazioni e personalità dell’ebraismo italiano. 

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“Siamo contrari a questo disegno di legge perché il testo adotta la definizione di antisemitismo della International HolocaustRemembrance Alliance, che soprattutto negli esempi che l’accompagnano confonde il rifiuto di ogni espressione di odio antiebraico con giudizi certamente opinabili ma che non costituiscono necessariamente antisemitismo.
Siamo contrari perché la lotta all’antisemitismo, tra le forme più antiche e odiose di razzismo, è una questione troppo seria per essere affidata a forze politiche che ne fanno il pretesto per legittimare le politiche e i crimini di Israele. Ciò è tanto più grave poiché alcune di quelle stesse forze che dichiarano amicizia verso gli ebrei, fanno del razzismo una scelta politica, arrivando perfino a mettere in discussione il diritto costituzionale allo studio di bambine e bambini. Siamo contrari perché questo disegno di legge non solo non aiuta ma rischia di complicare la lotta all’odio antiebraico. Mescolando impropriamente l’antisemitismo con qualunque posizione di contrapposizione alle politiche criminali di Israele, lo separa, lo isola dalle altre forme di razzismo, rendendo più fragili le basi etiche per contrastarlo.
L’antisemitismo sta rialzando la testa, persino a sinistra, innegabilmente favorito dall’agire di uno Stato che si qualifica come “ebraico” e alimentato dagli stereotipi di sempre, cui se ne aggiungono di nuovi, primo fra tutti l’identificazione tra governo israeliano ed ebrei. L’antisemitismo è una forma di sopraffazione «dell’uomo sull’uomo»: per combatterlo non servono nuove norme che confondono la critica a Israele con l’odio antiebraico. Invece è necessario rafforzare la lotta contro ogni forma di razzismo, senza eccezioni e senza strumentalizzazioni: questo è stato fino a oggi e questo resterà”.

Rimarca Simon Levis Sullam, intellettuale veneziano di spicco oche sul tema in questione ha idee molto chiare e nette e un impegno di lungo corso: “Come storico e come cittadino, nonché firmatario della Jerusalem Declaration on Antisemitism (JDA), sottoscrivo ancora l’appello che promuovemmo mesi fa contro i DDL sull’antisemitismo. Condivido lo spirito degli analoghi appelli di questi giorni e il preannunciato voto contrario del Partito Democratico. Ovunque sia stata adottata per legge la definizione IHRA dell’antisemitismo, essa ha comportato l’errata identificazione tra legittima critica a Israele e pregiudizio antiebraico, e si è trasformata in uno strumento di repressione della libertà di opinione e di ricerca (macroscopici i casi di USA e Germania). È pericoloso isolare l’antisemitismo con una legislazione ad hoc, che lo separi dal razzismo o dall’altrettanto odiosa islamofobia. Questo non significa che io non condanni l’antisemitismo storico e quello contemporaneo, che mostra segnali di risveglio da contrastare culturalmente e perseguire se penalmente rilevanti. Negli ultimi anni ho firmato la JDA, ho pubblicato interventi ed articoli su questo, sono stato audito come esperto in Senato: non ho cambiato idea”.

Chissà che ne pensano i Velardi, le Nirenstein, i Parenzo, i Galli della Loggia. Sono tutti antisemiti?

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Post-scriptum. A Claudio Velardi, che la realtà della Campania conosce molto bene, dedichiamo la riflessione dell’ex presidente della Regione attuale sindaco di Salerno, il “frizzante” Vincenzo De Luca. Che sulla diretta Facebook si esprime così: ““Il ddl sull’antisemitismo? Una grande idiozia. Io sono per non attenuare in nulla il diritto di dire chel’attuale governo di Israele è criminale, genocida, il principale alimentatore dell’antisemitismo nel mondo e sta massacrando, al di là di ogni giustificazione possibile, un intero popolo nell’indifferenza del mondo cosiddetto civile “.E ancora: “Esprimo il mio disprezzo per quelli che fanno finta di difendere le ragioni contrarie all’antisemitismo, ma non hanno il coraggio di dire una parola di pietà nei confronti dei bambini di Gaza. Chi non riesce a dire una parola di pietà su Gaza, per quello che mi riguarda, non ha nessuna credibilità quando parla di lotta contro l’antisemitismo”. 

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