Almasri, dopo la sentenza della Consulta Nordio trasmette gli atti alla Procura Generale
Top

Almasri, dopo la sentenza della Consulta Nordio trasmette gli atti alla Procura Generale

Il passaggio arriva dopo la sentenza con cui la Corte costituzionale ha stabilito che il ministro della Giustizia deve trasmettere immediatamente alla Procura generale le richieste di cooperazione provenienti dalla Corte penale internazionale.

Almasri, dopo la sentenza della Consulta Nordio trasmette gli atti alla Procura Generale
Preroll

globalist Modifica articolo

30 Luglio 2026 - 18.51


ATF

Il ministero della Giustizia ha trasmesso alla Procura generale presso la Corte d’appello di Roma gli atti relativi alla richiesta della Corte penale internazionale di arresto di Osama Njeem Almasri. Il passaggio arriva dopo la sentenza con cui la Corte costituzionale ha stabilito che il ministro della Giustizia deve trasmettere immediatamente alla Procura generale le richieste di cooperazione provenienti dalla Corte penale internazionale.

La decisione della Consulta è contenuta nella sentenza numero 143, depositata il 23 luglio. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge 20 dicembre 2012, numero 237, nella parte in cui non prevedono l’obbligo del ministro di trasmettere immediatamente al procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale.

La Consulta ha precisato che il ministro può non dare corso alla richiesta soltanto comunicando alla Corte d’appello una decisione motivata fondata sull’esigenza di tutelare principi costituzionali preminenti. La questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Roma nell’ambito della vicenda relativa ad Almasri.

Il generale libico era stato arrestato dalla Digos a Torino il 19 gennaio 2025, in esecuzione di un mandato della Corte penale internazionale. Due giorni dopo era stato scarcerato dalla Corte d’appello di Roma. Il provvedimento aveva fatto riferimento alla mancata trasmissione degli atti della Corte penale internazionale al ministro della Giustizia.

Dopo la scarcerazione, Almasri era stato espulso dall’Italia per motivi di sicurezza e riportato in Libia con un volo di Stato. La vicenda aveva portato all’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Il procedimento nei confronti dei tre componenti del governo è stato successivamente sottoposto alla procedura prevista per i reati ministeriali.

Nel corso dell’inchiesta erano stati acquisiti anche gli atti relativi alle comunicazioni intercorse tra la Procura generale della Corte d’appello di Roma e il ministero della Giustizia. Il Tribunale dei ministri aveva chiesto alla Corte d’appello e alla Procura generale di acquisire i provvedimenti relativi ad Almasri e le note con cui il procuratore generale aveva sollecitato il ministero a comunicare le proprie determinazioni sull’arresto.

La questione della procedura da seguire per le richieste della Corte penale internazionale è quindi arrivata davanti alla Corte costituzionale. La sentenza depositata il 23 luglio ha modificato il quadro normativo stabilendo l’obbligo di trasmissione immediata degli atti alla Procura generale.

La nuova disposizione riguarda le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale e non comporta, di per sé, una decisione sulla posizione processuale di Almasri né sulla sua eventuale consegna alla Corte dell’Aja.

Il caso del generale libico resta inoltre collegato agli altri procedimenti giudiziari aperti in Italia. Per la posizione dell’ex capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, la Corte costituzionale ha dichiarato il 7 luglio ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti della Procura di Roma e del Tribunale dei ministri. Il ricorso dovrà essere esaminato nel merito in una successiva udienza pubblica.

Per il procedimento relativo ai ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario Mantovano, invece, il processo è stato fissato per il 17 settembre davanti al giudice monocratico di Roma.

La trasmissione degli atti alla Procura generale rappresenta dunque il nuovo passaggio procedurale della vicenda Almasri successivo alla pronuncia della Corte costituzionale.

Native

Articoli correlati