Nordio sfida i magistrati: "Non temo ricorsi sul referendum, salvaguardare la riforma della giustizia è un dovere"
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Nordio sfida i magistrati: "Non temo ricorsi sul referendum, salvaguardare la riforma della giustizia è un dovere"

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha commentato oggi i ricorsi presentati al Tar sul referendum: "Non temo i ricorsi sul referendum. Forse verranno presentati ma non credo proprio che vengano accolti".

Nordio sfida i magistrati: "Non temo ricorsi sul referendum, salvaguardare la riforma della giustizia è un dovere"
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14 Gennaio 2026 - 19.26


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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha commentato oggi i ricorsi presentati al Tar sul referendum:
“Non temo i ricorsi sul referendum. Forse verranno presentati ma non credo proprio che vengano accolti”.

“Il ricorso, da un punto di vista tecnico, secondo me è inutile – ha chiarito – Secondo la Costituzione, quando vi è una delle condizioni per il referendum – quindi la raccolta delle firme, l’iniziativa dei parlamentari o dei consigli regionali – si tratta di condizioni alternative: o l’una o l’altra. Quando c’è l’una, le altre diventano superflue, anche perché il quesito del referendum non si può cambiare. Non è ragionevole pensare che di fronte alla semplicità di un quesito, che è già stato ammesso dalla Corte di Cassazione, vi sia un’altra iniziativa che ripete le stesse cose”.

Il Guardasigilli ha aggiunto: “Credo che sia bene che vi siano delle posizioni diversificate sul referendum e soprattutto espresse in modo pacato, in modo razionale, e in modo essenzialmente giuridico, più ancora che politico ed emotivo. Ogni riforma non è perfetta, e ho detto varie volte, e lo ripeto, che vi sono delle buone ragioni per commentare anche criticamente, ma le buone ragioni devono cedere alle migliori ragioni”.

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Riguardo alla responsabilità dei magistrati, Nordio ha precisato: “Ci sono errori non scusabili: quando il magistrato non conosce le carte e quando non conosce la legge. Poi c’è la negligenza, l’imprudenza, l’imperizia e l’inerzia. Sulla responsabilità civile io ho votato ‘no’ 40 anni fa al referendum: non serve assolutamente a nulla perché il magistrato è assicurato, ma anche perché è una sanzione inadatta. Il magistrato impreparato e inadeguato non va colpito nel portafoglio, ma nella carriera e semmai deve essere destituito. Questo non accade perché il Csm non lo fa mai, perché c’è una giustizia domestica e correntizia che fa da stanza di compensazione. Ecco perché questa riforma entra nella responsabilità dei magistrati. Deve entrare nella responsabilità professionale: il magistrato inadeguato deve cambiare mestiere”.

“Come è ovvio il dissenso è il sale della democrazia. Sono solo disgustato quando da parte di alcuni magistrati si arriva alla volgarità di accusarci di piduismo e di realizzazione del progetto di Gelli. Questo lo trovo indegno da parte di chi riveste una toga”, ha aggiunto il ministro.

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Intanto, il Tar del Lazio ha respinto la sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio, che aveva fissato i referendum sulla giustizia per il 22-23 marzo prossimi, relativi alla Legge costituzionale su “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

La decisione è arrivata in seguito a un ricorso del “Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia”. Il Presidente della sezione seconda bis del Tribunale amministrativo ha rilevato che la complessità e l’eterogeneità degli interessi coinvolti richiedono uno scrutinio collegiale, respingendo così l’istanza di sospensione urgente.

Accolta invece la richiesta di abbreviazione dei termini processuali: la camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso è stata fissata per il 27 gennaio.

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