Azione Studentesca e il questionario sui docenti di sinistra che è una schedatura politica
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Azione Studentesca e il questionario sui docenti di sinistra che è una schedatura politica

L'associazione legata a Gioventù Nazionale ha diffuso questo volantino in molte città italiane. Ecco alcune dichiarazioni delle opposizioni: "è un attacco diretto alla Costituzione, al pluralismo culturale e alla libertà di insegnamento".

Fonte: roma.corriere.it
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28 Gennaio 2026 - 17.56 Culture


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E’ Azione Studentesca, associazione legata a Gioventù Nazionale – che a sua volta gode di ottimi rapporti con Fratelli d’Italia– a diffondere un volantino che sollecita gli studenti a indicare i docenti di sinistra tramite un questionario. Il fatto è stato denunciato dal Movimento di cooperazione educativa e anche le opposizioni hanno espresso la loro posizione: “Questi volantini sono stati diffusi in molte città italiane, tra cui Cuneo, Alba, Palermo e Pordenone, e hanno lo scopo di realizzare un report nazionale. Ci troviamo di fronte a vere e proprie liste di proscrizione” ha detto Angelo Bonelli, parlamentare di AVS.

E ha aggiunto: “Quanto stanno facendo le giovanili di Fratelli d’Italia richiama i periodi più bui della nostra storia, ovvero la schedatura di chi non si omologava al pensiero del potere o del governante di turno. I ministri Valditara e Piantedosi quali provvedimenti intendono adottare nei confronti di Azione Studentesca, considerando che la schedatura degli insegnanti, e non solo, è una pratica che non può essere tollerata nemmeno dal nostro codice penale? Come Avs siamo pronti a denunciare Azione Studentesca nelle sedi opportune, se il governo non interverrà”.

Il questionario di Azione Studentesca era stato già denunciato nella Procura di Pordenone da Fausto Tomasello, segretario provinciale del Pd, e da Nicola Conficoni, capogruppo in consiglio comunale. Ad intervenire è stata anche Daniela Sbrollini, senatrice di Italia Viva, riguardo al manifesto affisso il 17 gennaio 2026 da Azione Studentesca presso il liceo Leopardi-Majorana di Pordenone che annunciava la ricerca nazionale sui professori che discutono di politica tra le mura scolastiche.

La senatrice ha dichiarato: “Il questionario collegato all’iniziativa avrebbe indotto gli studenti a segnalare l’orientamento politico degli insegnanti, con il rischio di una vera e propria schedatura ideologica, suscitando forte preoccupazione tra gli operatori scolastici“. E ha poi proseguito: “Si tratta di un fatto gravissimo e lesivo della dignità professionale dei docenti oltre che potenzialmente in contrasto con l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il Ministro è a conoscenza dell’accaduto? Si configura una violazione delle garanzie di autonomia della scuola? Quali iniziative intende adottare per evitare il ripetersi di episodi analoghi?”.

Altre dichiarazioni provengono da Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capigruppo del Partito Democratico in commissione Istruzione di Camera e Senato che sostengono si tratti di “un fatto di eccezionale gravità che non può essere minimizzato né derubricato a provocazione. Invitare studenti a segnalare insegnanti, raccogliere nomi, costruire vere e proprie liste di proscrizione contro chi esercita il proprio lavoro e la propria funzione educante significa riportare la scuola italiana a pratiche intimidatorie che evocano pagine buie della nostra storia. È un attacco diretto alla Costituzione, al pluralismo culturale e alla libertà di insegnamento”.

A esprimere la sua posizione è anche Antonio Caso del M5S: “quanto emerge è gravissimo. Iniziative che invitano a segnalare docenti sulla base di presunte appartenenze ideologiche rischiano di creare un clima di sospetto, intimidazione e contrapposizione che nulla ha a che vedere con la funzione educativa della scuola pubblica”. E’ intervenuta anche Simona Malpezzi (Pd): “A parte l’assurdità e la stupidità dell’idea, mi aspettavo un coro unanime di disapprovazione soprattutto da chi appartiene al mondo della scuola. E invece scopro che per il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, di Fratelli d’Italia, che nella vita sarebbe pure un dirigente scolastico, per quanto in aspettativa, il problema sarebbe il metodo sbagliato, non l’obiettivo che questi vogliono raggiungere”.

E’ poi il turno di Francesco Boccia, presidente del Pd: “Ieri Giorgia Meloni ha riconosciuto le colpe del fascismo nella tragedia della persecuzione degli ebrei e della Shoah. È di quel regime la prassi di stilare liste di proscrizione e di compiere schedature di massa di antifascisti, di omosessuali e di minoranze da colpire e discriminare. Esattamente quello che stanno facendo nelle scuole i giovani di Azione Studentesca, orgoglio di Giorgia Meloni, con gli `insegnanti di sinistra´. Ci attendiamo al più presto una presa di distanza della presidente del Consiglio dall’azione dei giovani di FdI“.

D’altro canto, il presidente di Azione Studentesca, Riccardo Ponzio, alla Stampa ha riferito: “Non chiediamo nomi, né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l’iniziativa. In una domanda del questionario si chiede “hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?” Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi; peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno”.

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