Meloni e Abascal se le ridono a Madrid mentre il mondo va in fiamme e l'Italia sconta l'irrilevanza internazionale
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Meloni e Abascal se le ridono a Madrid mentre il mondo va in fiamme e l'Italia sconta l'irrilevanza internazionale

Non sono passate ventiquattro ore dal bombardamento statunitense di Caracas che la premier italiana Giorgia Meloni si è prodotta in un imbarazzante siparietto in cui a Madrid gioca a fare il pilota insieme a Santiago Abascal

Meloni e Abascal se le ridono a Madrid mentre il mondo va in fiamme e l'Italia sconta l'irrilevanza internazionale
Abascal e Meloni
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Giovanna Musilli Modifica articolo

5 Gennaio 2026 - 19.14


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Non sono passate ventiquattro ore dal bombardamento statunitense di Caracas che la premier italiana Giorgia Meloni si è prodotta in un imbarazzante siparietto in cui a Madrid gioca a fare il pilota insieme a Santiago Abascal, il capo di quell’illuminata e democratica forza politica che è Vox. Nemmeno fosse un normalissimo giorno di ferie o di campagna elettorale.

Il che in un paese democratico con una stampa libera desterebbe sgomento nell’opinione pubblica. In Italia naturalmente la notizia non ha avuto alcuna risonanza significativa. 

Peraltro, a prescindere dalle considerazioni relative all’opportunità, al buon gusto, e al rispetto del proprio ruolo istituzionale da parte di Giorgia Meloni, ci sarebbe anche di che preoccuparsi circa le sue frequentazioni. 

Il partito di estrema destra spagnolo Vox è antieuropeista, negazionista del cambiamento climatico, xenofobo se non razzista, islamofobo, contrario ai diritti civili, esasperatamente nazionalista, e ovviamente iperliberista in economia (come tutte le destre tecnocratiche di questa nuova internazionale nera che sta conquistando l’occidente). Ha perfino mostrato una certa ambiguità quanto a una possibile riabilitazione del regime franchista. Si potrebbe affermare che Abascal non sia esattamente il tipo di amicizia che gli Italiani dovrebbero auspicare per la loro premier. 

Anche perché, se si tornasse all’Europa delle nazioni, come vorrebbe Vox, l’Italia si troverebbe in una posizione a dir poco debolissima, avendo un debito pubblico che supera i tremila miliardi, una crescita che si aggira intorno allo zero per cento, un welfare in disfacimento, un’età media della popolazione sempre crescente, e mille altri problemi che ne senza l’UE diventerebbero ben più gravi di quanto già non siano ora. Al netto della consonanza valoriale di Fratelli d’Italia con Vox, fondata su un coacervo di idee antilluministe e vagamente fascistoidi, gli interessi dell’Italia non potranno mai collimare con quelli della Spagna. 

In effetti, al di là delle arringhe acchiappavoti delle campagne elettorali, Meloni si è subito messa fin troppo al traino di Ursula e dell’UE, mostrandosi ben consapevole di non poter perseguire una politica estera nazionalista, come i suoi elettori erano erroneamente convinti che facesse.

In ogni caso, nell’Italia meloniana che oramai digerisce tutto, divisa tra tifoserie spesso acritiche e priva di un’opposizione capace di alzare la voce, non c’è più nulla (o quasi) in grado di scuotere gli animi, neppure l’amicizia di Meloni e Abascal. D’altronde, l’indignazione pubblica per il genocidio che si è compiuto a Gaza nel silenzio del mondo, compresa l’Italia, è durata pochi giorni: figuriamoci quanto può incidere nel dibattito pubblico la scampagnata della premier a Madrid. 

Che poi il video di Meloni e Abascal sorridenti sulla Mini rossa sia l’emblema – drammatico quanto farsesco – dell’irrilevanza italiana nello scacchiere mondiale, è forse l’ultimo dei pensieri di un popolo distratto come il nostro.

Insomma, la malinconia è simile a quella suscitata dalla scena di Titanic in cui i nobili ballano mentre la nave affonda. 

Speriamo che a breve arrivi qualche scialuppa di salvataggio. 

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