Ruotolo (Pd): "La nostra Europa è il manifesto di Ventotene, non le idee di Meloni e Orban"
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Ruotolo (Pd): "La nostra Europa è il manifesto di Ventotene, non le idee di Meloni e Orban"

Ruotolo (Pd): "Noi abbiamo un governo, il governo di destra e l'autonomia differenziata che va contro questa idea di Europa: è questa idea dei venti staterelli, delle venti politiche energetiche, delle venti sanità, delle venti scuole".

Ruotolo (Pd): "La nostra Europa è il manifesto di Ventotene, non le idee di Meloni e Orban"
Sandro Ruotolo
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14 Maggio 2024 - 10.25


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Sandro Ruotolo, candidato nella circoscrizione Sud alle prossime Europee, in una intervista a `Personale è Politico´, il format del Pd per presentare le candidate e i candidati, ha raccontato la propria idea di Europa.

«Ho iniziato facendo il boy scout, sono rimasto coinvolto nella coda del ’68, quindi il movimento studentesco e, a un certo punto, ho avuto la fortuna di fare un giornalino di quartiere, sulla Tiburtina a Roma, per il collettivo del Manifesto che distribuivano davanti alle fabbriche; poi mi hanno chiamato in redazione al Manifesto. Per cui io sono giornalista dall’età di 19 anni, a 24 sono entrato in Rai, quest’anno ho fatto 50 anni di giornalismo. Ho sempre pensato che il giornalismo dovesse dare voce a chi non ha voce, il punto di riferimento dei governati, non dei governanti». 

«I grandi maestri per me sono stati due, a parte i politici italiani: Mandela e Gandhi. Poi da giornalista certamente Giancarlo Siani, Peppino Impastato: sono nel mio cuore», rivela Ruotolo parlando delle persone che lo hanno influenzato e prosegue raccontando di essere sotto protezione.

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«Vivo una situazione complicata dal punto di vista personale, nel senso che sono dieci anni che sono sotto scorta. Dal primo giorno, però, loro mi hanno detto: `Dottore, lei deve fare la sua vita, non si riduca e noi dobbiamo proteggerla”.

«Credo molto nel rapporto col territorio: ho fatto questa esperienza di senatore e, contemporaneamente, a Napoli avevo costruito i comitati di liberazione dalla camorra, dove mettevo insieme coordinamento di società civile e la buona politica. A me piace stare tra la gente, è la cosa più bella. L’ho sempre fatto, anche come giornalista».

«Per me l’Europa è il Manifesto di Ventotene. Per spiegare la differenza tra l’Europa della Meloni, di Orban e la nostra idea di Europa, io parlo della pandemia, perché con la pandemia l’Ue, intelligentemente, ha aiutato i Paesi in crisi, tra cui l’Italia. Lo ha fatto con il PNNR. Ha capito che, per uscire dalla crisi, non bisognava rafforzare le regioni ricche, ma ridurre le diseguaglianze».

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«Contemporaneamente noi abbiamo un governo, il governo di destra e l’autonomia differenziata che va contro questa idea di Europa: è questa idea dei venti staterelli, delle venti politiche energetiche, delle venti sanità, delle venti scuole. No. Noi usciamo dalla crisi se abbiamo un Mezzogiorno competitivo. E io mi sento profondamente meridionale, partenopeo napoletano. Sento questo legame», conclude.

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