Rai, Ruotolo (Pd): "La presa del palazzo della destra ha fatto fuggire i pezzi pregiati, a rischio il servizio pubblico"
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Rai, Ruotolo (Pd): "La presa del palazzo della destra ha fatto fuggire i pezzi pregiati, a rischio il servizio pubblico"

Ruotolo (Pd): "Quella che era la Rai di tutti è diventato un mero strumento di propaganda di questo che è il governo più a destra nella storia della Repubblica antifascista".

Rai, Ruotolo (Pd): "La presa del palazzo della destra ha fatto fuggire i pezzi pregiati, a rischio il servizio pubblico"
Sandro Ruotolo
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18 Aprile 2024 - 12.55


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L’indiscrezione lanciata da La Repubblica sul presunto sorpasso di Mediaset alla Rai nell’Auditel, notizia parzialmente smentita da Viale Mazzini, ha confermato i timori dell’opposizione sull’operato del governo Meloni sulle questioni dell’informazione e del servizio pubblico. Ne ha parlato in una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd.

«Sapevamo che gli ascolti andavano male ma il documento di bilancio 2023 di viale Mazzini certifica il tonfo e se ne avvantaggia Mediaset. Non era mai successo prima neanche quando eravamo nel pieno dell’era berlusconiana. TeleMeloni sta perdendo autorevolezza e credibilità».

«La presa del palazzo da parte di Fratelli d’Italia ha provocato la fuga dei pezzi pregiati dell’intrattenimento e dell’approfondimento giornalistico. Quella che era la Rai di tutti è diventato un mero strumento di propaganda di questo che è il governo più a destra nella storia della Repubblica antifascista. Sia chiaro: siamo preoccupati per il declino della Rai e ci batteremo perché torni ad essere servizio pubblico. Siamo convinti che bisogna cambiare la governance aziendale e pensare ad una Rai indipendente e autonoma dal potere».

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«Ci auguriamo che anche le altre opposizioni avvertano il pericolo che avvertiamo noi sul rischio di sopravvivenza del servizio pubblico. Non c’è da sedersi a nessun tavolo. I posti sono stati già tutti occupati. E le conseguenze le paghiamo tutti. L’Europa ci indica la strada da percorrere con il Media Freedom Act. Dobbiamo fare presto perché anche l’Italia si adegui».

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