Il Senato dà il via libera alle missioni in Medio Oriente, Mar Rosso e Ucraina: ma servirebbe un'azione diplomatica
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Il Senato dà il via libera alle missioni in Medio Oriente, Mar Rosso e Ucraina: ma servirebbe un'azione diplomatica

Il Senato ha dato via libera alla risoluzione di maggioranza sulle tre missioni internazionali, dopo l'ok della Camera: Levante sul conflitto Hamas-Israele, Eunavfor Aspides per la sicurezza nel Mar Rosso e Euam Ukraine.

Il Senato dà il via libera alle missioni in Medio Oriente, Mar Rosso e Ucraina: ma servirebbe un'azione diplomatica
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5 Marzo 2024 - 14.44


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Il Senato ha dato via libera alla risoluzione di maggioranza sulle tre missioni internazionali, dopo l’ok della Camera: Levante sul conflitto Hamas-Israele, Eunavfor Aspides per la sicurezza nel Mar Rosso e Euam Ukraine. In relazione alle sei proposte di risoluzione presentate, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso parere favorevole alla proposta n. 3 della maggioranza e alle proposte di risoluzione nn. 1, previa riformulazione, (sen. Calenda (Misto-Az) e altri), 4 (sen. Patuanelli (M5S) e altri), 5 (sen. Enrico Borghi (IV) e altri) e, in un testo riformulato, 6 (sen. Alfieri (PD) e altri). Sulla proposta n. 2 (sen. De Cristofaro (Misto-AVS) e altri) ha espresso parere contrario ad eccezione del primo impegno.

 «Dopo una lunga trattativa con il governo siamo riusciti a spuntarla e a ottenere, messo nero su bianco, che la missione Aspides abbia una natura soltanto difensiva. Un passaggio che reputiamo indispensabile per scongiurare un’escalation militare in una parte del mondo già martoriata». Lo dichiara in Aula il senatore Bruno Marton, spiegando così il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle all’invio delle nuove missioni militari.

«Sappiamo – aggiunge – che la motivazione che gli Houthi danno al proprio operato è la situazione a Gaza, contro Israele, dove è indispensabile una missione umanitaria e un’iniziativa forte per ottenere il cessate il fuoco. Non possiamo però da una parte aiutare le popolazioni civili colpite dalla guerra e dall’altra non fare nulla per fermare il governo israeliano di Netanyahu che invece quella guerra la sta alimentando. Ma come si fa a pensare sia cosa giusta che Israele ponga in atto una carneficina come quella di pochi giorni fa sparando tra la folla che cercava solo di accaparrarsi cibo? Come può essere giusto quel diritto di difesa se il risultato è la morte di migliaia di civili innocenti? Per questo pretendiamo che il governo prenda una posizione forte di condanna contro un’azione punitiva a Gaza che nulla a che vedere con il legittimo diritto di difesa», conclude Marton.

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