Flavia Franzoni, Don Ciotti: "Aveva l'umiltà dei grandi e una mente straordinaria"
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Flavia Franzoni, Don Ciotti: "Aveva l'umiltà dei grandi e una mente straordinaria"

Don Ciotti ricorda Flavia Franzoni: "Una mente acuta e una persona di straordinaria sensibilità, è un momento di dolore".

Flavia Franzoni, Don Ciotti: "Aveva l'umiltà dei grandi e una mente straordinaria"
Don Ciotti, presidente di Libera
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14 Giugno 2023 - 13.09


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La morte improvvisa di Flavia Franzoni ha scosso anche Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che in una nota ha voluto ricordare come meritava la 76enne, moglie di Romano Prodi. «La mia amicizia con Flavia Franzoni e Romano Prodi risale a decenni fa, agli anni Ottanta e sin dal primo momento li ho sempre percepiti non come una semplice coppia ma come una comunione di affetti e di idee che, nel farsi progetto di vita, non ha mai disgiunto la cura per la famiglia, l’attenzione per i figli e poi per i nipoti, da quella per la più vasta comunità sociale, affinché a ogni essere umano fosse riconosciuto nella sua dignità e nei suoi diritti e, nel segno di una libertà responsabile, potesse contribuire al bene comune. Romano non ha mai nascosto il suo `debito´ nei riguardi di Flavia sottolineando quanto il confronto con lei sia stato determinante nell’indirizzare e sostenere il suo impegno pubblico e politico».

«Per parte sua Flavia, con la riservatezza e l’umiltà delle persone davvero grandi, ha sempre preferito stare un po’ in disparte, mettendo il suo sapere e le sue competenze anche al servizio del progetto umano e sociale di Romano. Ma che lei fosse una mente acuta e una persona di straordinaria sensibilità posso, anzi sento il dovere di testimoniarlo con forza, in questo momento di dolore».

 «La mia amicizia con Flavia Franzoni e Romano Prodi risale a decenni fa, agli anni Ottanta e sin dal primo momento li ho sempre percepiti non come una semplice coppia ma come una comunione di affetti e di idee che, nel farsi progetto di vita, non ha mai disgiunto la cura per la famiglia, l’attenzione per i figli e poi per i nipoti, da quella per la più vasta comunità sociale, affinché a ogni essere umano fosse riconosciuto nella sua dignità e nei suoi diritti e, nel segno di una libertà responsabile, potesse contribuire al bene comune. Romano non ha mai nascosto il suo `debito´ nei riguardi di Flavia sottolineando quanto il confronto con lei sia stato determinante nell’indirizzare e sostenere il suo impegno pubblico e politico».

«Per parte sua Flavia, con la riservatezza e l’umiltà delle persone davvero grandi, ha sempre preferito stare un po’ in disparte, mettendo il suo sapere e le sue competenze anche al servizio del progetto umano e sociale di Romano. Ma che lei fosse una mente acuta e una persona di straordinaria sensibilità posso, anzi sento il dovere di testimoniarlo con forza, in questo momento di dolore. Flavia è stata una preziosa collaboratrice di tanti progetti del Gruppo Abele e poi di Libera, mai ci ha fatto mancare la sua attenzione, le sue intuizioni, il suo impegno. Sono fraternamente accanto a Romano e ai suoi figli Giorgio e Antonio in questo momento che so durissimo e che apre in me un vuoto difficilmente colmabile. Grazie, Flavia, per la tua umanità, per la tua cultura, per la tua infinita generosità».

«Flavia è stata una preziosa collaboratrice di tanti progetti del Gruppo Abele e poi di Libera, mai ci ha fatto mancare la sua attenzione, le sue intuizioni, il suo impegno. Sono fraternamente accanto a Romano e ai suoi figli Giorgio e Antonio in questo momento che so durissimo e che apre in me un vuoto difficilmente colmabile. Grazie, Flavia, per la tua umanità, per la tua cultura, per la tua infinita generosità», ha concluso.

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