Schlein, post sessista del sindaco di destra: le opposizioni chiedono le dimissioni
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Schlein, post sessista del sindaco di destra: le opposizioni chiedono le dimissioni

I gruppi consiliari del Pd, del M5s e di Grosseto Città Aperta insieme alle forze politiche che fanno parte di quest'ultimo hanno chiesto le dimissioni da sindaco di Grosseto di Antonfrancesco Vivarelli Colonna per i post sessisti contro Elly Schlein

Schlein, post sessista del sindaco di destra: le opposizioni chiedono le dimissioni
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5 Marzo 2023 - 15.05


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La destra si indigna a corrente alterna: una virgola contro Giorgia Meloni ed è un profluvio di dichiarazioni. Se poi danno del dromedario alla segretaria del Pd tutti non solo zitti, ma anche a coprire il sessista di turno.

I gruppi consiliari del Pd, del M5s e di Grosseto Città Aperta insieme alle forze politiche che fanno parte di quest’ultimo – Si, Rc e Sinistra civica ecologista -, chiedono le immediate dimissioni da sindaco di Grosseto di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, «non essendoci più le condizioni minime per le quali possa continuare a ricoprire il più alto ruolo istituzionale del nostro Comune». 

Così una nota delle opposizioni al Comune di Grosseto dopo la vicenda degli «insulti sessisti rivolti dal sindaco contro la neo segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein», caso che «costituisce un punto di non ritorno».

«La violenza verbale usata contro una donna, il ricorso a quelle forme di bullismo, di body shaming che tanta sofferenza provocano specie nei più giovani, vanno oltre la legittima critica politica – si afferma -. Una condotta che pone dubbi sulle capacità di autocontrollo di Vivarelli Colonna e ne manifesta tutta l’inadeguatezza a rivestire la carica di sindaco, tanto più intollerabile per il gravissimo danno che ha arrecato all’immagine della comunità grossetana. Un sindaco rappresenta l’intera comunità che amministra, e non possiamo accettare che la nostra comunità sia associata a una figura che ormai è identificata, in tutta Italia, per la misoginia e per la violenza verbale di cui fa uso sui social media».

 Inoltre il discredito provocato nella pubblica opinione ha compromesso prestigio, onorabilità e rispettabilità dello stesso Comune quale istituzione”. «Il nostro ruolo pubblico di consiglieri comunali – concludono – ci impone di intervenire per evitare che si ripetano azioni come quelle di cui Vivarelli Colonna già si è reso protagonista», rilevando anche che «la superficialità con cui è stata affrontata la seconda fase di questa vicenda, quella delle cosiddette «scuse», è se «possibile ancora più indecente della prima», con scuse «farlocche», pretendendo «di giustificarsi con l’arroganza di chi accusa gli altri di averlo male interpretato, di non aver compreso che la sua era solo ironia». 

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