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Il monito del ministro della Giustizia Nordio: "La confisca Ue dei beni russi rispetti l'equo processo"

Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento nella sessione pubblica del Consiglio Giustizia sulla proposta dell'Ue per la confisca dei beni agli oligarchi russi.

Il monito del ministro della Giustizia Nordio: "La confisca Ue dei beni russi rispetti l'equo processo"
Carlo Nordio

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9 Dicembre 2022 - 14.21


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«L’Italia ha una profonda e lunga esperienza dovuta anche a una lotta contro la criminalità organizzata che è iniziata molti anni fa e prosegue. Noi però condividiamo pienamente l’impostazione della proposta che mira ad assicurare tutte le persone interessate da queste misure il diritto a un ricorso effettivo e a un giusto processo». Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento nella sessione pubblica del Consiglio Giustizia sulla proposta dell’Ue per la confisca dei beni agli oligarchi russi.

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«In questo senso siamo molto sensibili e condividiamo pienamente le considerazione che sono state espresse nei due interventi precedenti, in particolare del collega tedesco. Affinché cioè gli interessati possano fare valere le proprie ragioni e contestare gli elementi di fatto e di diritto su cui il provvedimento si fonda. Queste misure infatti incidono su diritti fondamentali della persona, in particolare sul diritto di proprietà. E quindi le garanzie procedurali devono essere ampie e devono consentire una difesa effettiva», ha spiegato.

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«Poi il contenuto di diritto di difesa andrà evidentemente modulato in ragione delle caratteristiche delle diverse tipologie di confisca. La nostra esperienza dimostra che è possibile costruire un sistema efficace di misure patrimoniali, di contrasto alla criminalità organizzata come quello prefigurato nella proposta della direttiva nel pieno rispetto dei principi del giusto processo e dei diritti di difesa delle persone interessate», ha evidenziato Nordio.

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«Poi da ultimo aggiungo che condivido l’ipotesi di estendere gli strumenti di confisca previsti dalla direttiva alle violazioni delle misure restrittive dell’Unione, come d’altronde già espressamente proposto dalla proposta di direttiva presentata lo scorso 2 dicembre dalla Commissione per la definizione dei reati e delle sanzioni relative alla violazione di misure restrittive. Ripeto: l’Italia continuerà a offrire questo pieno sostegno alla prosecuzione dei negoziati ed è pronta a condividere la propria ormai consolidata esperienza nell’applicazione di questi strumenti di confisca, soprattutto nel rispetto dei principi elaborati nell’ampia giurisprudenza della Corte di Strasburgo», ha concluso il guardasigilli.

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