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Ignazio La Russa, appunti su un fan di Mussolini nemico del 25 aprile e dei partigiani

Ignazio La Russa non ha mai nascosto le sue simpatie fasciste, anche se ultimamente ha cercato di mimetizzarsi con dichiarazioni vaghe. Ma alla fine...

Ignazio La Russa, appunti su un fan di Mussolini nemico del 25 aprile e dei partigiani
Ignazio La Russa

globalist Modifica articolo

13 Ottobre 2022 - 10.51


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Dice che il fascismo è passato, dice che il saluto fascista del fratello è stato un errore ma la verità è che Ignazio La Russa non ha mai nascosto il suo radicamento con il ventennio fascista e la sua ammirazione per Mussolini mentre è sempre stato un nemico della resistenza e del 25 aprile, giorno che lui non festeggia.

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Il video del 2018

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Cimeli fascisti, bassorilievo e statua del duce Benito Mussolini: «C’è anche un simbolo comunista, ma gliel’ho messo sotto i piedi», dice ridendo Ignazio La Russa in un video girato a casa sua.

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Le immagini risalgono al 2018 ma sono state rilanciate in queste ore sui social: «La casa di La Russa custodisce una collezione di memorabilia» recita il sottopancia.

L’attacco al 25 aprile

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Da giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, a giorno in memoria dei caduti di tutte le guerre, compreso il ricordo di tutte le vittime del Coronavirus». 

Era questa la proposta lanciata da Ignazio La Russa, la cui proposta è «rivolta a tutti, senza distinzioni politiche e culturali». 

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Da quest’anno, aveva detto l’esponente dei Fratelli d’Italia assieme ad altri parlamentari «il 25 Aprile diventi, anziché divisivo, giornata di concordia nazionale nella quale ricordare i caduti di tutte le guerre, senza esclusione alcuna. E in questa data si accomuni anche il ricordo di tutte le vittime del Covid-19 che speriamo cessino proprio in aprile».

L’attacco ai partigiani

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Un 25 aprile del 2009 aveva detto:  “I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà”. Pronta era stata la replica del portavoce del Pd Andrea Orlando: “La Russa ha oltrepassato il segno. Fare distinzioni tra partigiani buoni o cattivi è intollerabile oltre che menzognero nei confronti della verità storica”. 

Il Duce

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Pochi giorni fa altro dichiarazioni scomposte in un battibecco con Michele Emiliano. “Siamo tutti eredi del Duce, se intendi eredi di quell’Italia dei nostri padri, dei nostri nonni e dei nostri bisnonni”. 

A strettissimo giro, la chiosa contrariata di Emiliano: “No, guardi, si sbaglia. Io no, io sono erede indegno dei partigiani e di coloro che fecero la Resistenza”.

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