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Ora Calenda chiama il Pd: "Tra populismo e riformismo scegliete il Terzo Polo"

Carlo Calenda ha inviato una lettera a La Repubblica dedicata al Pd, mettendo i democratici di fronte a una ipotetica scelta: "Volete stare con i populisti o i riformisti?

Ora Calenda chiama il Pd: "Tra populismo e riformismo scegliete il Terzo Polo"
Enrico Letta w Carlo Calenda

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4 Ottobre 2022 - 09.47


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Il Calenda quotidiano contro il Pd, stavolta è andato in scena sulle pagine de La Repubblica. Il leader di Azione si è rivolto al partito attualmente guidato da Enrico Letta, mettendolo di fronte a una scelta – per Calenda – inevitabile: “Decidete: populismo o riformismo?”. 

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“Cari Amici del Pd, la scelta che dovete compiere non è quella tra Conte e Calenda, ma tra populismo e riformismo. Il M5s non è un partito progressista, non lo è mai stato e mai lo sarà. Nasce come replica del partito dell’uomo qualunque e prende voti proponendo le stesse soluzioni”, scrive Calenda. 

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Nella lettera il fondatore di Azione spiega come Conte non parli di scuola e sanità, “ma di bonus e sussidi. Non parla di transizione energetica, ma spaccia illusioni che servono a mascherare i `no a tutto´. Non chiede processi equi e rapidi, ma pratica il giustizialismo e solletica la convinzione che e´ tutto un magna magna”. 

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“Il voto dei 5S al Sud – prosegue – rappresenta la condanna del meridione all’assistenzialismo, e la sconfitta di ogni possibilità di riscatto. Il populismo dei 5S si salda poi con una parte della sinistra massimalista anche in politica estera attraverso un `neutralismo di comodo´, che li porta ad essere nei fatti fiancheggiatori di Putin”. 

Nella proposta del M5s manca “il principio fondamentale di una politica progressista: l’emancipazione. Dare lavoro, dare istruzione, dare la possibilità di costruire percorsi di vita dignitosi; tutto ciò è assente dall’agire e dalla narrazione dei 5S”, continua Calenda che poi evidenzia le differenze della proposta del Terzo Polo che “è tutta incentrata sulla ricostruzione di un welfare funzionante. Non abbiamo proposto mirabolanti tagli di tasse, aumento di sussidi, pensioni per tutti come i 5S e la destra sovranista. Abbiamo messo al centro del programma gli investimenti sulla scuola e sulla sanità è spiegato perché occorre il rigassificatore di Piombino e il termovalorizzatore di Roma, che Gualtieri si è convinto a fare e sul quale invece i 5S hanno fatto cadere il governo. Abbiamo sostenuto la necessità del salario minimo legale per combattere la povertà lavorativa”. 

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Il fallimento del Pd alle elezioni deriva “dalla convinzione di poter tenere dentro tutto: il riformismo, il populismo, il moderatismo; nascondendo questa confusione dietro gli allarmi democratici e gli appelli morali”, prosegue Calenda sottolineando che “il nostro obiettivo non è mai stato cancellare il Pd. L’Italia ha bisogno di un grande partito socialdemocratico, così come ha bisogno del partito liberaldemocratico che stiamo costruendo. Ma se il nodo dell’alleanza con i 5S e con i loro emuli postcomunisti non verrà sciolto prima del congresso – ribadisce Calenda – sarà del tutto inutile cambiare faccia affinché nulla cambi. Dobbiamo recuperare il consenso al Sud percorrendo la strada più dura”.

“Noi faremo questa battaglia. Vi invitiamo a farla insieme. Decidete una buona volta chi siete e da che parte state. L’opposizione è una grande opportunità per recuperare consensi attraverso la forza delle idee quando sono nette e comprensibili. è un’occasione da non sprecare per ricercare alleanze tattiche e variabili. Non esistono `campi larghi´ da costruire. Non perdete tempo ad evocarli. Esiste una sola scelta da compiere: progressisti o populisti”.

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