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Pizzarotti candido spiega di aver scelto Renzi perché il Pd non gli ha dato spazio

L'ex sindaco di Parma, oggi con la Lista civica nazionale, Federico Pizzarotti. «Il dialogo con Renzi è partito dopo che il Pd ha offerto spazio alla mia lista solo se mi aggregavo a Luigi Di Maio"

Pizzarotti candido spiega di aver scelto Renzi perché il Pd non gli ha dato spazio

globalist

8 Agosto 2022 - 18.21


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Va con Renzi ma solo perché in precedenza il Pd non lo aveva voluto o, quantomeno, non gli aveva offerto quello a cui aspirava.

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Ha annunciato di correre alle prossime elezioni con Italia Viva nel giorno in cui è maturato lo strappo Calenda-Letta e anche se l’annuncio era già programmato definisce la situazione «una coincidenza interessante» e si augura che il leader di Azione scelga di correre con loro creando il Terzo polo.

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Lo sostiene l’ex sindaco di Parma, oggi con la Lista civica nazionale, Federico Pizzarotti. «Il dialogo con Renzi è partito dopo che il Pd ha offerto spazio alla mia lista solo se mi aggregavo a Luigi Di Maio», evidenzia. Renzi «ci ha dato ascolto. Avevamo già l’idea di presentare il simbolo della lista unitaria con Renzi quando è arrivata la variabile Calenda».

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E proprio sulla decisione presa dal leader di Azione, precisa. «Sui contenuti dello strappo sono d’accordo. Ma non ho condiviso il modo: quelle contraddizioni nel campo costruito da Letta c’erano già. Non avrebbe dovuto entrare nella coalizione e basta. Il balletto `entro, esco´ poteva evitarlo e costruire, da subito, con noi il Terzo polo». E su questa ipotesi non esclude che si potrebbe correre con «un unico simbolo con la Lista civica nazionale, Italia Viva e Azione».

«Credo che la lista unica sia la soluzione migliore – osserva – ma nelle prossime ore capiremo il tipo di alleanze». Pizzarotti punta al 10%: «I sondaggi verosimilmente calcolavano un 10%. Ma va capito ad oggi se il balletto di Calenda può aver intaccato una parte di elettorato».

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«Però credo che avendo, da una parte, una destra-destra-centro e, dall’altra, un sinistra dove la parte moderata è residuale, rappresentata dai soli Di Maio e Tabacci, la doppia cifra per un Terzo polo che non si riconosce nei due schieramenti sia raggiungibile». 

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