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Cuperlo: "Conte ha sostenuto i decreti sicurezza di Salvini, non può essere il Mélenchon italiano"

Il dirigente del Partito Democratico Gianni Cuperlo parla della campagna elettorale e si rivolge anche a Santoro.

Cuperlo: "Conte ha sostenuto i decreti sicurezza di Salvini, non può essere il Mélenchon italiano"
Gianni Cuperlo

globalist Modifica articolo

31 Luglio 2022 - 10.36


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«Il M5S ha rotto il patto su cui si reggeva il governo Draghi e si è assunto una responsabilità grave. Qualunque alleanza non può incrinare il profilo del Partito democratico, della forza che incarna l’alternativa di cui l’Italia ha bisogno». Così Gianni Cuperlo del Pd a La Stampa.

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È un problema o un valore aggiunto l’ingresso di Mara Carfagna e Mariastella Gelmini in Azione? «Verso chi ha scelto di lasciare un partito dove ha militato per anni è giusto avere rispetto. Detto ciò ogni accordo deve riuscire a fermare questa destra rendendo credibile un’offerta di valori, contenuti e programmi».

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Qualcuno immagina uno spazio per un Mélenchon italiano. Possono essere Conte e Michele Santoro a interpretare questo ruolo? «Non è tempo di `papi´ stranieri. Ho apprezzato l’evoluzione di Conte nella legislatura ma è difficile immaginare che la storia di Mélenchon possa venire assimilata con chi ha sostenuto i decreti sicurezza di Salvini. A Santoro dico che un’alternativa progressista e di sinistra deve contare su una forza portante che competa per il primato nelle urne».

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