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Salvini nemico dell'ambiente tutela gli inquinatori: "La Ue mette a rischio il lavoro e aiuta la Cina"

Il capo della Lega contro il pacchetto "Fit for 55" approvato dal Parlamento europeo: "Rappresenta un duro colpo per l`automotive e non solo, mettendo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro"

Salvini nemico dell'ambiente tutela gli inquinatori: "La Ue mette a rischio il lavoro e aiuta la Cina"
Matteo Salvini

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10 Giugno 2022 - 10.08


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Salvini nemico della lotta ai cambiamenti climatici, amido dei depredatori del pianeta e – ovviamente – amico di Putin, anche se per darsi un tono sparla dei cinesi (alleati di Putin) almeno fino a quando il Cremlino non dovesse apprezzare una posizione più morbida verso Pechino.

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 Il pacchetto “Fit for 55” approvato dal Parlamento europeo “in concreto, rappresenta un duro colpo per l`automotive e non solo, mettendo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro collegati al settore, e non affronta concretamente alcuni temi legati all`ecologia”. E’ quanto scrive il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervento sulla Stampa, casualmente l’organo della famiglia Agnelli.

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“Una politica realistica, che sappia coniugare tutela dell`ambiente e tutela del lavoro, avrebbe dovuto invece stanziare risorse importanti per avviare una riconversione produttiva, una formazione adeguata delle maestranze, un`indipendenza da Paesi extraeuropei della fornitura delle batterie. Oggi l`Italia non produce batterie, mentre l`Europa ha un rilievo marginale; la produzione è concentrata soprattutto in Cina. Siamo veramente sicuri di voler mettere la mobilità italiana ed europea nelle mani cinesi?”.

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“Il pacchetto votato nelle ultime ore a Strasburgo, e su cui la maggioranza Ursula è andata in pezzi, prevede nuove tasse a settori inquinanti, anche se non sempre esistono tecnologie alternative più pulite. O infrastrutture per l`approvvigionamento. Risultato: l`Europa si impone dei vincoli che i nostri competitor commerciali, dalla Cina all`India, non hanno, pur avvelenando imperterriti il pianeta. Senza considerare i riflessi negativi sui consumatori: quanti italiani potrebbero permettersi un`auto elettrica, anche ipotizzando un calo dei prezzi del 20%? In conclusione, non miglioreremo la salute del mondo, ma in compenso saremo più poveri. Non mi pare un grande affare”.

“Ora inizieranno i negoziati ed è auspicabile che i governi nazionali migliorino un testo che rappresenta un pericolo molto serio. Viviamo un`epoca drammatica, che richiede buonsenso.

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Confido che i singoli Paesi, esercitando la propria legittima sovranità, sappiano difendere se stessi e l`Europa più di quanto non sia successo ieri a Strasburgo”.

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