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Reddito di cittadinanza, Renzi contro tutti: "Di Maio, Conte e Salvini da Tso"

E sull'Ucraina: "Draghi sta provando un negoziato che dovrebbe fare l'Unione europea, un inviato speciale che chiama Putin, chiama Zelensky. Se invece quelli che dovrebbero fare i diplomatici attaccano i leader questo non aiuta".

Reddito di cittadinanza, Renzi contro tutti: "Di Maio, Conte e Salvini da Tso"

globalist

27 Maggio 2022 - 09.35


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Matteo Renzi prosegue la sua battaglia contro il reddito di cittadinanza e, in diretta a La7, ha duramente attaccato Di Maio, Conte e Salvini.

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“Di Maio, Conte, Salvini hanno fatto passare il messaggio che avrebbero abolito la povertà. Quando li ho visti sul terrazzo di Palazzo Chigi annunciare che avevano abolito la povertà io avrei chiuso il terrazzo e chiamato un Trattamento sanitario obbligatorio. Ma come si fa?”.

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Sul fronte Ucraina, “Draghi ha fatto benissimo” a chiamare Putin, “un leader, uno statista fa così”, spiega Renzi, che aggiunge: “Draghi sta provando un negoziato che dovrebbe fare l’Unione europea, un inviato speciale che chiama Putin, chiama Zelensky. Se invece quelli che dovrebbero fare i diplomatici attaccano i leader questo non aiuta. Al bar uno può dire quello che vuole, non in diplomazia”, ha spiegato il leader di Iv.

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“Quando Di Maio dice ‘Putin e’ un mostro’ sbaglia: non si fa cosi”, continua Renzi, che aggiunge: “A me fanno arrabbiare quelli che fanno i finti pacifisti come Giuseppe Conte: è quello che ha dato più armi quando era premier e poi oggi fa il pacifista per i sondaggi”.

E sulla giustizia, “ci stiamo riempendo la bocca dei 30 anni di Capaci e via D’Amelio e Falcone e Borsellino sono i martiri del Paese. Ma non è stata la politica a combattere Falcone e Borsellino, è ora di finirla”.

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“30 anni di ricostruzioni hanno fatto pensare che c’era uno Stato nello Stato che li combatteva, che i politici erano i cattivi e i magistrati i buoni. Ma Falcone è stato combattuto dalle correnti giudiziarie, dai propri colleghi. Un membro del Csm scriveva sull’Unità che Falcone non aveva l’indipendenza per guidare la lotta contro la mafia -ha spiegato il leader di Iv-. E quando Fiammetta e i fratelli chiedono giustizia per Borsellino facciamo finta di non capire. Hanno fatto un processo farsa, creduto a un finto pentito, a un’opera di depistaggio. La mafia si è fatta beffe della memoria di Borsellino per colpa di quei magistrati che non hanno capito”.

“Anni di racconto monocorde hanno fatto pensare che era colpa della politica. Ma Martelli chiamò Falcone a lavorare con sé al ministero e parte della magistratura lo attaccò”, ha aggiunto Renzi.

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