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Salvini (Lega) attacca Usa e Nato: "L'Italia non è in guerra e non persegue obiettivi geopolitici di altri"

Il leader leghista Salvini riprende fiato e porta acqua al mulino del suo amico Putin. In riferimento all'amministrazione Biden, Salvini dice che "sembra abbia intrapreso un percorso bellico"

Salvini (Lega) attacca Usa e Nato: "L'Italia non è in guerra e non persegue obiettivi geopolitici di altri"
Salvini a Mosca

globalist

10 Maggio 2022 - 14.26


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Matteo Salvini, noto amico di Putin, scioglie nuovamente le briglie, e attacca gli Usa e la Nato. L’Italia “non è in guerra”, “non vuole fare la guerra a nessuno” e non vuole perseguire “obiettivi geopolitici di altri”, soprattutto non “col sangue degli ucraini dei russi e dei lavoratori italiani” perché “non possiamo permetterci altri mesi di guerra”.

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All’arrivo negli Usa, Mario Draghi troverà queste dichiarazioni di Matteo Salvini a precedere il colloquio con il presidente americano Joe Biden. Concetti non sorprendenti, dal segretario leghista, ma che stavolta vengono espressi con una nettezza inedita. E soprattutto “a freddo”, durante una conferenza stampa dedicata ai fondi del Pnrr, prima delle domande dei giornalisti. Contestualizzate dallo stesso Salvini, “nel giorno in cui Draghi parte alla volta di Washington”. Condite da una serie di attacchi all’amministrazione Biden, a Boris Johnson, a Jens Stoltenberg.

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La motivazione individuata da Salvini è “il contesto economico difficile: disoccupazione, inflazione, caro bollette e caro carburanti… non possiamo più permetterci altri mesi di guerra. Arrivare alla pace subito è vitale, è questione di sopravvivenza”, scandisce. E dunque “da Draghi e Biden mi aspetto che preparino la pace: noi non siamo in guerra contro nessuno, mi rifiuto di pensare che 60 milioni di italiani vogliano fare la guerra a qualcuno”.

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Per Salvini sia Putin che Zelensky “vogliano farla finita”, anche perchè “nel 2022 nessuno vince sul campo”. Dunque “si tratta di costringere Putin e Zelensky a sedersi a un tavolo e poi saranno loro due a decidere cosa fare e cosa chiedere, senza intromissioni esterne”. E le “intromissioni esterne” per Salvini hanno nomi e cognomi precisi: quello di Boris Johnson, “il più bellicista dei bellicisti”; quello di Jens Stoltenberg perchè “Zelensky addirittura ha detto che la Crimea può essere considerata russa ma qualcuno da fuori ha detto no e mi chiedo chi sta facendo la guerra con chi, e qua mi arrabbio veramente…”; quello di Joe Biden la cui amministrazione “mi sembra abbia intrapreso un percorso bellico”.

Posizioni che l’Italia deve rifiutare, per Salvini: “Noi non dobbiamo inseguire chi gioca alla guerra con i morti e la sofferenza degli altri”. Mentre invece “da Macron sono arrivate parole sagge. I tedeschi dicono che noi del gas russo abbiamo bisogno per le fabbriche, ungheresi, slovacchi, bulgari hanno fatto una scelta…”. E qui Salvini vuole collocare l’Italia: “Spero che dal viaggio a Washington emerga l’Italia che è sempre stata, quella di Moro, Craxi, Prodi e Berlusconi. Questo mi aspetto. Che qualcuno non usi per politica interna le vite altrui: parlo dei morti ucraini, parlo dei morti russi e parlo dei lavoratori italiani. Non è più concesso”. Draghi porti “richieste di pace e percorsi che portino al cessate il fuoco, non richieste di armi e percorsi che avvicinino una terza guerra mondiale”.

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