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Energia, Draghi chiama a raccolta l'Ue: "Serve coesione, come quella mostrata per l'Ucraina"

Il premier italiano ha incontrato a Villa Madama i suoi colleghi spagnoli, portoghesi e greci, sottolineando l'importanza della coesione a livello europeo per superare la crisi legata al mercato dell'energia.

Energia, Draghi chiama a raccolta l'Ue: "Serve coesione, come quella mostrata per l'Ucraina"

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18 Marzo 2022 - 14.33


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L’urgenza di risolvere la questione energetica potrebbe andare anche oltre a quella relativa alla guerra in Ucraina. Mario Draghi ne è sicuro e auspica un’ampia collaborazione da parte di tutta la Comunità europea.

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“C’è in tutti noi la sensazione che occorra fare qualcosa di sostanziale, significativo, immediatamente. Dobbiamo sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto le più vulnerabili, e le nostre imprese”. Draghi, che ha incontrato a Villa Madama il premier spagnolo Pedro Sanchez, quello portoghese Antonio Costa e quello greco Kyriakos Mitsotakis, ha quindi rilevato che “l’Ue ha reagito con unità e determinazione all’aggressione russa: dobbiamo mostrare la stessa coesione e la stessa convinzione nel tutelare le nostre economie dalle conseguenze della guerra”.

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Nei prossimi anni l’Europa “ha davanti investimenti significativi nel settore della difesa, della politica energetica, della salvaguardia dell’ambiente. Queste spese sono troppo grandi per qualsiasi bilancio nazionale. La guerra in Ucraina ci impone di procedere con la massima urgenza verso risposte davvero europee”, ha sottolineato il presidente del Consiglio. “Il vertice odierno mostra che i nostri Paesi vogliono essere protagonisti di questa ambizione”.

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Durante il vertice, i leader hanno confermato una “piena convergenza anche sul ruolo della Bussola Strategica, come contributo al percorso verso una difesa europea. La guerra in Ucraina “ha dimostrato come sia diventato un obiettivo essenziale, da perseguire in tempi molto rapidi e fondamentale, in piena complementarietà con la Nato. Una difesa europea più forte rende la Nato più forte”.

 L’obiettivo del governo italiano è quello di “spingere la Commissione europea e gli altri Paesi membri ad adottare misure incisive, a tutela di tutti gli Stati membri, in un settore decisivo per il nostro futuro. Una gestione comune del mercato dell’energia conviene a tutti”. Draghi ha evidenziato come stoccaggi comuni consentano di “proteggerci a vicenda in caso di shock isolati. Acquisti comuni ci permettono di avere un peso negoziale migliore nei confronti dei fornitori. In queste settimane abbiamo dato alla Commissione un impulso chiaro a muoversi in questa direzione, per imporre un tetto al prezzo d’importazione del gas e spezzare il legame tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità”.

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