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Orlando (Pd): "Al governo mi preoccupa la Lega, spero che M5s rafforzi l'alleanza progressista"

Il ministro del lavoro: "Spero che il capo della Lega non rincorra Meloni anche strizzando l'occhio a posizioni antieuropeiste e no vax"

Orlando (Pd): "Al governo mi preoccupa la Lega, spero che M5s rafforzi l'alleanza progressista"
Andrea Orlando

globalist

13 Febbraio 2022 - 10.16


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La Lega è un problema perché darà il meglio del peggio per contendere i voti reazionari e negazionisti a Giorgia Meloni.

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M5s è un problema, perché se Conte vuole un fronte progressista ci sono altri (Di Maio) che vorrebbero andare verso un orizzonte centrista e chi – come Fraccaro – si lamenta che il Movimento sia diventato di sinistra rivendicando la terzietà delle origini, quando non erano con nessuno ma contro tutti.

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“Penso che il richiamo di Draghi ai partiti sia giusto. Adesso si capirà chi ha insistito per preservare l’azione di governo convinto che sia una questione essenziale e chi invece ha posto il tema in modo strumentale”. Ad affermarlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per il quale “arrivare al 2023” è il problema.

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Nella partita del Quirinale, “il Pd ha dato dimostrazione che, alla preoccupazione manifestata, corrisponde anche un impegno a proseguire l’esperienza del governo», evidenzia Orlando. A preoccupare sono sia il leader della Lega Matteo Salvini che il M5s. «Mi preoccupano entrambi, ma per ragioni diverse. Per quanto riguarda Salvini spero per l’interesse nazionale che non rincorra Meloni anche strizzando l’occhio a posizioni antieuropeiste e no vax in un momento cruciale per l’attuazione del Pnrr e per la sconfitta della pandemia. Per quanto riguarda il M5S non parlerei di caos, ma di un passaggio difficile che mi auguro si risolva con un rafforzamento dell’alleanza progressista”.

Inoltre sui rischi che può correre l’attuazione del Pnrr con l’avvicinarsi della campagna elettorale, «spero – dice Orlando – che nessuno voglia prendersi la responsabilità di strappare. Chi dovesse farlo si assumerebbe il peso di una perdita di risorse senza precedenti per il Paese. È proprio in questa zona grigia che si possono determinare incidenti parlamentari o politici. La nuova emergenza su cui dobbiamo concentrarci è come mettere Comuni, Regioni e amministrazioni centrali dello Stato in grado di spendere bene e sugli obiettivi giusti questi soldi e vincere una sfida epocale dopo anni di mancati investimenti».

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