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Berlusconi rinuncia al Quirinale: non ha i voti ma cerca di far credere che è stato un atto di generosità

Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di non scendere in campo per il Quirinale

Berlusconi rinuncia al Quirinale: non ha i voti ma cerca di far credere che è stato un atto di generosità
Silvio Berlusconi

globalist

22 Gennaio 2022 - 11.04


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Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di non scendere in campo nella corsa per il Quirinale. Il centrodestra si era detto pronto a essere compatto nel sostenere la sua candidatura, ma il Cavaliere ha preferito fare un passo indietro. Comunque l’intenzione emersa dal vertice della coalizione conferma quanto già stabilito da mesi: il centrodestra farà una proposta unitaria per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica.

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Il leader di Forza Italia ha spiegato che, al termine di incontri con parlamentari e delegati regionali, aveva verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione. Ma la rinuncia è stata dettata da un senso di responsabilità a favore del Paese: “L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il Paese dalla crisi”.

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Ovviamente si tratta di una frottola perché il padrone di Forza Italia, nonostante i suoi sforzi non ha cavato un ragno dal buco.

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Berlusconi ha assicurato che continuerà a servire l’Italia “in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da parlamentare europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi”. Da oggi lavorerà con gli altri leader del centrodestra “per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento”.

Per il Cavaliere occorre che il prossimo capo dello Stato sia una figura in grado di “rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l’opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali”.

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Forza Italia è convinta che Mario Draghi debba restare a Palazzo Chigi fino al 2023, senza alcun rimpasto di governo. Su questo Berlusconi è stato chiarissimo: “Considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”.

Da parte di Giorgia Meloni è arrivata una precisazione: durante la riunione “non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura nè tantomeno sono stati posti veti di alcun genere”. Comunque la leader di Fratelli d’Italia ha “apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi”.

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No a Draghi al Quirinale

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“La linea di Forza Italia è che Mario Draghi non vada al Quirinale, rimanga a Palazzo Chigi, dove è inamovibile, e che nel governo non ci debbano essere né rimpasti, né nuovi ingressi”. 

Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani all’incontro via zoom con Berlusconi. Inoltre, aggiunge Tajani “non è possibile accettare la ghettizzazione della sinistra nei confronti dei candidati del centrodestra”. 

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Berlusconi dovrebbe sciogliere la riserva, ossia vedere se la sua ‘campagna acquisti, (una indecenza mai vista per l’elezione di un capo dello stato) avrà portato frutto o meno.

Gli scenari
A tre giorni dal primo voto per il Quirinale, dunque, i partiti provano a trovare l’accordo che tenga insieme il Colle, Palazzo Chigi e la legislatura. Gli scenari possibili sono ancora tanti, ma che il clima sia cambiato lo dimostrano anche le parole di Salvini: “Non vogliamo fare colpi di mano, non è neanche mio interesse culturalmente. In questo momento è meglio dialogare, e io sto incontrando tutti, davvero tutti”. Il segretario della Lega rivendica ancora per il Centrodestra il diritto ad avanzare una proposta, o magari “più proposte”, una rosa di nomi.


 
Salvini ha contattato tutti i leader politici
Salvini ha contattato tutti i leader (a partire da quelli della maggioranza che sostiene il governo Draghi) per avvisarli del vertice di Centrodestra. “Lavori in corso”, ha scritto il segretario della Lega, che poco prima – confrontandosi con Berlusconi e Meloni – aveva condiviso ancora una volta la necessità di un Centrodestra unito e compatto. La coalizione, rivendica Salvini, avrà “l’onore e l’onere” di proporre per il Colle una candidatura “di alto profilo”.

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