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L'ira funesta di Landini: “Spero si apra un vero tavolo di confronto con il Governo o sarà mobilitazione"

Oggi alle 17:30 l'incontro Governo-Sindacati a Palazzo Chigi. Il leader della Cgil: "Sul fisco c'è una progressività a rovescio, nessun intervento sulle grandi ricchezze"

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Maurizio Landini e Mario Draghi

globalist

2 Dicembre 2021


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Maurizio Landini ha ricevuto la convocazione a Palazzo Chigi, oggi alle 17.30, ma non intende andare a ratificare sul tavolo del Governo decisioni già prese altrove: “Spero si apra un vero tavolo di confronto, perché finora ci hanno solo informati delle intese raggiunte nella maggioranza. Ma noi rappresentiamo i lavoratori dipendenti e i pensionati che, osservo, pagano l’85% dell’Irpef”.

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Piuttosto intenderà rappresentare “i bisogni di quella parte del Paese che più ha sofferto nella pandemia – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera – Mi riferisco a giovani, donne e lavoratori con salari bassi, che, in condizioni difficili, hanno assicurato beni e servizi di base per tutti”.

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“Cgil, Cisl e Uil hanno già in corso una serie di iniziative di mobilitazione sul territorio e nelle categorie. Valuteremo il da farsi dopo l’incontro. Senza risultati, dovremo inasprire le forme di mobilitazione” ha spiegato il leader della Cgil, che ha commentato l’ipotesi di sciopero generale dicendo che “non è un fine, ma un mezzo cui il sindacato ricorre quando tutti gli spazi di confronto sono chiusi. A partire da domani, vogliamo un tavolo e risultati su fisco, pensioni, lavoro”.

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Ad esempio sul fisco, “per noi è il momento di agire con la decontribuzione e le detrazioni, per aumentare il netto a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. La manovra sull’Irpef illustrata dal governo ha benefici molto limitati per i redditi fino a 35mila euro, che sono l’85% del totale, mentre li concentra tra i 40 e i 60mila. E anche oltre 75mila euro si risparmiano 270 euro l’anno, più di quanto previsto per chi ha fino a 15mila euro di reddito. C’è insomma un’idea di progressività a rovescio e non si interviene né sull’evasione né sulle grandi ricchezze”.

Landini non si schiera nella corsa al Quirinale, dicendo che ”è una decisione che prenderà il Parlamento. Per me, adesso, Draghi è il presidente del Consiglio ed è importante che ci sia un confronto per cambiare le scelte contenute nella legge di Bilancio”.

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Nella manovra “ci sono alcune cose importanti, come l’avvio della riforma degli ammortizzatori, l’aumento della spesa per la sanità pubblica, e le risorse per i contratti pubblici. Ma su fisco, pensioni, scuola, precarietà e politiche industriali non ci siamo ancora, servono dei cambiamenti. Il 16 novembre il governo ci aveva promesso l’apertura di veri tavoli di confronto su queste materie ma finora non è successo. Mi auguro che da domani le cose cambino”.

Capitolo Covid. La posizione di Landini non cambia: “Cgil, Cisl e Uil già da sei mesi sono per l’obbligo vaccinale, ritenendo che questa sia la strada più giusta, e non abbiamo cambiato idea. Dobbiamo fare il possibile per allargare la vaccinazione”.

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