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Renzi e Fondazione Open, quando Lotti fece affosare un emendamento sgradito alla multinazionale del tabacco

Dopo la vicenda della pubblicazione dell'estratto conto di Matteo Renzi, la storia si arricchisce di un nuovo capitolo

Luca Lotti
Luca Lotti

globalist

7 Novembre 2021 - 10.18


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Non si ferma la polemica legata all’inchiesta su Fondazione Open dopo che Il Fatto Quotidiano ieri ha pubblicato l’estratto conto di Matteo Renzi. Oggi la vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo, che La Stampa definisce il “British Tobacco Gate”. 
La vicenda è datata novembre 2017, quando viene “affossato un emendamento sfavorevole alla multinazionale di sigarette che finanziò la Leopolda”. L’ipotesi della procura, spiega La Stampa, è che Lotti abbia messo a disposizione il suo ruolo.
Spiegano Gianluca Paolucci e Giuseppe Salvaggiulo su La Stampa: “La multinazionale è una storica e munifica finanziatrice di Open: 250mila euro. Le chat acquisite nell’inchiesta raccontano della presenza dei suoi manager alla Leopolda per conoscere i membri Pd del governo”.
E poi il passaggio sull’emendamento del 2017. “Di fronte alla prospettiva dell’approvazione dell’emendamento anti Big Tobacco, i vertici italiani della multinazionale si mobilitano. Chattano con Lotti, interessano i suoi collaboratori, arrivano al sottosegretario Baretta e ad Antonio Funiciello, nello staff del premier Gentiloni. Obiettivo: “la morte dell’emendamento”, questione “vitale per noi”.
In Parlamento si fa notte. Lotti si attiva. Un suo collaboratore presidia la commissione e informa i manager. Infine il ministro comunica la vittoria: “Da riunione maggioranza emendamento morto”, conclude La Stampa.

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