Salvini non aveva bisogno di citofonare in cerca di spacciatori: li aveva in casa sua
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Salvini non aveva bisogno di citofonare in cerca di spacciatori: li aveva in casa sua

Salvini non può fare finta di nulla. Su Luca Morisi si è giocato non solo la faccia, ma anche il senso del pudore. Perché nessuna forza politica può reggere a lungo la doppia morale.

Salvini al citofono
Salvini al citofono
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Arturo Scotto Modifica articolo

27 Settembre 2021 - 14.34


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Salvini non aveva bisogno di citofonare ai presunti spacciatori come accadde a Bologna un anno e mezzo fa. 

Bastava guardare in casa sua. 

Ce lo aveva seduto a fianco. 

Dove il suo uomo dei social, l’inventore della cosiddetta Bestia, non esitava a distribuire la droga ai ragazzini come fossero caramelle. 

Bologna, dunque, fu l’apoteosi di un certo modo di fare comunicazione. 

Violento e diseducativo. 

La politica della gogna per acchiappare voti. 

Non si può fare finta di nulla. 

Salvini non può fare finta di nulla. 

Su Luca Morisi si è giocato non solo la faccia. 

Ma anche il senso del pudore.

Perché nessuna forza politica può reggere a lungo la doppia morale.

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