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Freccero: "Il green pass discrimina i no vax, è incostituzionale”

Sulla polemica del giorno, interviene l'autore televisivo, accademico, già direttore di reti Mediaset e Rai: "Solo l'Italia ha legato il diritto al lavoro al green pass"

Carlo Freccero
Carlo Freccero

globalist

22 Settembre 2021 - 17.11


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di Antonello Sette 

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”Freccero perché ha firmato il referendum contro il Green Pass?”

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“Sul referendum c’è un equivoco che coinvolge stampa ed opinione pubblica e che penso   vada   chiarito   preliminarmente,   spiega   l’ex   direttore   Mediaset   e   Rai rispondendo   all’Agenzia   SprayNews.   Il   referendum   di   cui   parliamo   non   è   un referendum sull’obbligo vaccinale che, peraltro, allo stato, non esiste e che sarebbe comunque impossibile per l’art. 32 della Costituzione, per il Codice di Norimberga, la convenzione di Oviedo e la dichiarazione di Helsinki. L’attuale referendum è contro il Green Pass in quanto discriminante nei confronti di una minoranza, i no-vax e come tale contrario all’art. 3 della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politiche di condizioni personali e sociali”. 

Nel   nostro   caso   si   tratta   dell’ultima   distinzione   indicata   nell’elenco (condizioni personali). Parliamo infatti dei non vaccinati che non solo hanno diritto alla   privacy   sui   loro   dati   sanitari,   ma   devono,   soprattutto,   non   ricevere discriminazioni sul luogo di lavoro e nella vita quotidiana.

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In tutto il mondo solo l’Italia ha legato il diritto al lavoro al green pass e ciò ha suscitato   sorpresa e reazioni nei media di tutto il mondo. Ma c’è di più. Il regolamento europeo vieta  espressamente l’uso del green pass a fini discriminatori.

Come ha spiegato il Prof. Sceusa nella pubblicazione sulla gazzetta ufficiale europea

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nella versione in italiano, è stata omessa volutamente la clausola del regolamento che

vieta la discriminazione non solo nei confronti di chi non può vaccinarsi, ma anche di

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chi sceglie di non vaccinarsi”.

Freccero lei ha detto che il Green Pass è uno strumento del Grande Reset…

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Il Grande Reset è stato chiamato in causa, nel mio articolo nella parte in cui mi rivolgo ai no-vax. Contrariamente a quanto si crede i no-vax sono contrari al referendum e lo sono perché pensano che per il protrarsi dei tempi necessari, il referendum potrebbe andare oltre la data del 31-12-2021 in cui scade per legge l’emergenza, ridando vita ad un’emergenza già chiusa. A parte l’assurdità giuridica, io rispondevo che il green pass non finirà con l’emergenza pandemica e col vaccino, ma è destinato a rinnovarsi  nel tempo in quanto primo embrione della tessera per l’identità digitale che è uno dei cardini su cui si basa il Grande Reset di Davos. Ho sentito parlare in proposito di teoria del complotto, ma sicuramente non si tratta di un complotto perché tutto avviene alla luce del sole. Klaus Schwab ha scritto due libri: “La quarta rivoluzione industriale” e   “Covid 19 il Grande Reset” che sono consultabili da tutti. L’ultima sessione degli incontri di Davos, data la pandemia, non si è svolta a Davos, ma online in modo che tutti potevano assistere. Erano presenti i Capi di Stato di tutti i paesi del mondo escluso Biden. I più scettici si sono rivelati Putin e, parzialmente Xi Jinping. I più entusiasti Ursula Von den Leyen e Macron.

 

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