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Santori difende il reddito di cittadinanza: "Lo attaccano per coprire i buchi di quota 100"

Il cofondatore delle Sardine: "Il Rdc può esser migliorato e riformato ma è uno strumento necessario di contrasto alla povertà che tutti i paesi europei hanno adottato"

Mattia Santori alla Festa dell'Unità 2021
Mattia Santori alla Festa dell'Unità 2021

globalist

9 Settembre 2021 - 16.40


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Anche Mattia Santori si schiera a difesa del Reddito di cittadinanza, criticando invece la misura voluta dalla Lega nel 1° governo Conte, ossia Quota 100. 
Il cofondatore delle Sardine, oggi candidato alle comunali di Bologna nella lista Pd, ha affrontato il tema ieri alla Festa nazionale dell’Unità insieme a Tito Boeri e Chiara Gribaudo e oggi sintetizza su Facebook il proprio ragionamento, visto il “dibattito surreale” delle ultime settimane.
“Il Reddito di cittadinanza è uno strumento necessario di contrasto alla povertà- scrive Santori- che tutti i paesi europei (da ultima la Grecia) hanno adottato. Che sia migliorabile è indubbio. Che sia stato fatto in fretta per raccogliere consensi in vista delle europee del 2019 è storia nota. Che sia da riformare sotto il profilo dell’inserimento lavorativo è altrettanto evidente”.
Allo stesso tempo, “che serva una riforma del lavoro a partire da salario minimo e taglio (ulteriore) del cuneo fiscale è sacrosanto”, aggiunge la Sardina. “Mi sorprende però che si taccia sulle iniquità che sono state create da un’altra invenzione del Governo gialloverde: Quota 100.
Una misura ‘sperimentale’ che costa tanto- attacca Santori- che ha favorito soprattutto gli uomini (180.000 contro 73.000 donne) e i dipendenti pubblici, che è stata bocciata ad ogni livello accademico e istituzionale e rinnegata anche da chi all’inizio l’aveva sostenuta”.
 Come al solito “siamo caduti nella trappola leghista, che prima fa il danno- continua il post di Santori- poi sbraita quando bisogna metterci una pezza per ‘ristabilire immediatamente la correlazione tra età pensionabile e speranza di vita’ (parere Ocse di due giorni fa)”. Così “ci facciamo portare a spasso dal fuoco incrociato della destra e di Italia viva- scrive l’aspirante consigliere comunale- che oggi cavalcano lo strumentale tema dei furbetti del Reddito di cittadinanza consentendo di nascondere le voragini create da Quota 100”.
Così Matteo Salvini “può tranquillamente proporre di usare i soldi del Reddito di cittadinanza per salvare Quota 100, che è come dire prendere 500 euro al mese a chi non ha alcuna possibilità ad oggi di trovare un lavoro- sottolinea Santori- per regalare la pensione anticipata a un dipendente pubblico a spese delle prossime generazioni”. Poi, in un commento, Santori spiega meglio il passaggio sull’impossibilità di trovare lavoro: “Il 70% di chi beneficia del Reddito ha la terza media, non ha strumenti né professionali, né culturali, né familiari per trovare un lavoro in un mercato in cui anche i laureati faticano”. Sono “poveri veri” di fronte ai quali “parlare di ‘Metadone di Stato’ (cit. Giorgia Meloni) o ‘misure da divano’ (cit. Stefano Bonaccini) non solo è fuori luogo ma dimostra poca cognizione di causa”, conclude Santori.

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