Aria di ottimismo (secondo Gasparri) all’interno del Centro-destra, che si appresta ad aver vita facile in tutte le elezioni amministrative nelle grandi città.
Una visione tutta da verificare, ma secondo l’ex missino di Forza Italia “la sinistra è logorata, noi siamo coesi”.
Il senatore e responsabile Enti locali di Forza Italia ricorda che “domani ci sarà il tavolo nazionale con Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini sulle grandi città. E spero che il metodo di lavoro non sia quello, ormai datato, ‘a tizio va quella città a caio l’altra’. Smettiamola, pensiamo ai nomi migliori per vincere”.
“Non escludiamo nessuna soluzione – rileva – ci saranno anche altri nomi, che valuteremo. Ciò che conta è che si smetta di litigare. Perché se si litiga per il primato nella coalizione, poi si arriva secondi al voto”.
A Bologna, ad esempio, a quando il candidato? “Saranno Berlusconi, Salvini e Meloni ad avere l’ultima parola. Ma attenzione: si proceda indipendentemente dai numeri del consenso. Non è detto che chi ha la macchina più potente (e quindi ha più voti) sia necessariamente in pole position; si deve privilegiare la coalizione. E chi vanta numeri più alti ha il compito di tenerla unita. A tutti i costi”.
Rispetto al centrosinistra, “meglio arrivare dopo, con un nome unitario, che prima con la coalizione logorata. Vedendo come stanno litigando a sinistra, mi viene da dire: beati gli ultimi che saranno i primi. Il nostro auspicio è che le primarie fiacchino la sinistra”.
Bologna è contendibile, “se poi di là si spaccano, ancora di più”.
Il nome di Isabella Conti: “I cittadini mica possiamo tenerli chiusi in casa. Non possiamo fare un lockdown ad hoc per i gazebo. Però noi la Conti non la vogliamo. Né alle primarie, né alle secondarie”.
Il candidato a Roma? “Se mi vogliono sanno dove trovarmi. Vedo autocandidati un po’ patetici per la Capitale”.