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Fiano (Pd): "Salvini diserta il 25 aprile? La sua opinione non cambia la storia"

Il deputato democratico (figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto alla Shoah): "Festeggiare il 25 aprile mantiene viva la coscienza. A Salvini dico: guarda la storia del '900 per capire"

Emanuele Fiano del Pd

globalist

22 Aprile 2021


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La leggerezza con cui spesso tratta alcuni argomenti è disarmante, così come è disarmante il suo continuo strizzare l’occhio ai nostalgici che popolano questo paese.

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Salvini ha appena dichiarato che passerà il suo 25 aprile “con i figli, al parco. Senza festeggiare”, ed Emanuele Fiano, deputato del Pd ha commentato le sue parole.

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Fiano è figlio di Nedo, superstite dell’Olocausto e quindi con un legame particolare il giorno della Liberazione.

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“Non vedo nessuna novità. Il 25 aprile è la festa della Liberazione di questo Paese. Si può partecipare o non partecipare, siamo in democrazia. Ma il fatto che qualcuno non partecipi non cambia il significato di quella festa”.

“Noi viviamo in un regime democratico – spiega Fiano – perché questo Paese si è liberato dall’occupazione nazista e dalla residua dittatura fascista della Repubblica di Salò. Dopodiché, Salvini ha già dichiarato molte volte che per lui la divaricazione tra fascismo e antifascismo è superata, quindi nessuna sorpresa, ma l’opinione di Salvini non può cambiare la storia. La storia è lì che ci racconta”.

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“A nessuno -prosegue Fiano- può essere impedito di avere opinioni, ma il problema è contemporaneo, il problema non è il racconto della storia ma la lezione che si desume dalla storia. La storia del ‘900, non solo per le dittature fasciste e naziste, ci insegna che pensare che esistano delle scorciatoie di fronte alla complessità dei problemi, così come successo negli anni ’20 e ’30, e cioè che la restrizione della libertà può permettere di affrontare meglio le difficoltà, così come l’esasperazione del nazionalismo o la discriminazione razziale possono permettere di affrontare le difficoltà materiali delle persone, è la strada più pericolosa che ci sia”.

Il deputato democratico (figlio di Nedo Fiano sopravvissuto alla Shoah): “Nessuna sorpresa…” – Ora, aggiunge Fiano, “siccome anche oggi in Europa e fuori dall’Europa c’è qualcuno che ci spiega che le democrazie illiberali sono meglio delle democrazie liberali, sono più rapidi e più efficienti, ecco, io penso che tra l’altro festeggiare il 25 aprile mantenga viva la coscienza che quella lezione della storia ci deve servire ancora, perché la democrazia è il miglior sistema che abbiamo trovato per la convivenza. Chiunque, ieri e oggi, ci proponga delle scorciatoie, scorciatoie sul rapporto fra i poteri nella democrazia, tra legislativo, esecutivo e giudiziario, ci proponga nazionalismi o populismi esasperati, ci porta verso un versante che la storia ci ha già dimostrato essere pericoloso. Anche per questo il 25 aprile va certamente festeggiato. Poi se uno pensa che sia meglio stare a casa, sbaglia lui, ma alla storia non toglie nulla”.

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Fiano prosegue: “Io non amo la retorica della memoria, non mi interessa la celebrazione in sé, non penso che la memoria sia l’adulazione di un monumento, penso che la memoria sia una lezione. E la lezione della storia del ‘900, e se uno vuole citarmi anche i crimini del comunismo sovietico fa bene, concordo, perché vanno citati crimini di ogni privazione di libertà che ha attraversato il ‘900, ecco, quel male che si è sviluppato nel corso del secolo scorso deve parlare ai problemi di oggi, che sono di nuovo problemi materiali, economici, finanziari, sociali, prima della pandemia e dopo la pandemia ancora peggio, che ogni leader politico si impegni a ricondurli sempre e solo nell’alveo della democrazia liberale, della democrazia rappresentativa. Mai andando contro i poteri dello Stato, mai andando contro il Parlamento, mai proponendo scorciatoie alla convivenza pacifica, mai andando contro l’idea che la solidarietà europea sia un bene che ci difende e non un male che ci offende”.

A Salvini, conclude Fiano, “vorrei dire questo, guarda la storia di quel secolo per capire che la democrazia, ovviamente nella diversità delle idee, è il miglior sistema e unico che possiamo darci. Siccome Salvini altre volte, per esempio, ha abbracciato il senso delle parole di Orban che insieme a Putin osannavano la democrazia illiberale, gli direi stai attento, si possono avere idee diverse, ma quell’equilibrio così delicato che abbiamo stabilito nel creare le democrazie liberali ancor prima di cento anni fa, va mantenuto”.

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